Berlusconi a Catania tira la volata a Nello Musumeci

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Un momento della convention di Forza Italia a Catania con Silvio Berlusconi.

Un momento della convention di Forza Italia a Catania con Silvio Berlusconi. Nella foto, da sinistra: Salvo Pogliese, coordinatore catanese di Forza Italia ed eurodeputato di FI, Silvio Berlusconi e Nello Musumeci, candidato unitario del Centrodestra in Sicilia.

A Catania, durante la kermesse di Forza Italia organizzata a sostegno di Nello Musumeci, Silvio Berlusconi attacca subito il Movimento 5 Stelle avversario diretto del centrodestra nella corsa per la Regione Siciliana. “I grillini sono persone senza né arte né parte – tuona il Cavaliere – si sono trovati per caso a ricoprire cariche come quella di vicepresidente della Camera. Sono pauperisti e giustizialisti”. Quindi, lancia il “piano Marshall per la Sicilia” da 5-6 miliardi di euro. “Daremo priorità allo sviluppo della Sicilia – spiega – dobbiamo crederci, vinciamo qui e poi nel Paese”.

L’attacco ai Cinque Stelle

Dopo Palermo, Catania. Continua il tour elettorale di Berlusconi. Fra pochi giorni i sicialiani saranno, infatti, chiamati a eleggere il nuovo presidente di Regione. Un appuntamento importante che servirà a mettere la parola “fine” alla fallimentare legislatura di Rosario Crocetta. “L’amico Umberto Scapagnini, sindaco di Catania ancora qui rimpianto, diceva che io posso vivere 120 anni… Ce la sto mettendo tutta”, ha detto il leader di Forza Italia salendo sul palco all’interno del centro fieristico le Ciminiere. La grande sala, dove si tiene la convention a sostegno del candidato alla presidenza della Regione del centrodestra, Nello Musumeci, era l’affollatissima. E il Cavaliere è stato accolto tra gli applausi. Il suo intervento è stato un diretto attacco ai grillini. “Bisogna raccontare i pericoli che si corrono con un governo Cinque Stelle a livello nazionale e in Sicilia – ha avvertito – dalla violenza del linguaggio si passa alla violenza fisica”. Quindi, li ha accusati di non aver “alcuna competenza” e di non produrre nulla. “Solo loro i veri professionisti della politica”.

Durante il suo intervento, Berlusconi ha ricordato che, ovunque governino, i Cinquestelle fanno disastri. Un esmpio su tutti: Virginia a Raggi a Roma. “Queste persone che non hanno valori fondanti, sono soltanto degli opportunisti – ha continuato – sono diventati i veri professionisti della politica perché non hanno un lavoro. Loro ci hanno impedito di andare a votare per tempo perché hanno voluto arrivare a settembre e assicurarsi uno stipendio”. Il Cavaliere ha comunque detto di capire “chi per protesta vota M5S”, ma ha fatto notare che “non è soltanto un atto di protesta” ma “anche un atto di masochismo perché chi ci va di mezzo sono gli italiani e i loro figli”.

Il piano Marshall per la Sicilia

Il programma che Berlusconi ha in mente per la Sicilia e per il Paese si basa sulla diminuzione sistematica della pressione fiscale. “Quando le tasse superano il 70% sono una rapina di Stato”, ha denunciato ipotizzando, tra le altre cose, “l’esenzione totale per i siciliani che rientrano” dall’estero. Il programma del centrodestra è, infatti, completamente teso allo sviluppo. Tra i progetti abbozzati, oltre alla costruzione del Ponte sullo Stretto, c’è anche l’apertura di un casinò, probabilmente a Taormina. “Ci sono tanti turisti a Malta anche perché c’è un casinò”. E ancora: “Servono nuovi porti turistici e occorre far ripartire i cantieri”. Quella che Berlusconi ha in mente è una vera e propria rivoluzione. Un “piano Marshall”, appunto, che vale dai 5 ai 6 miliardi di euro di investimenti annui.

“Bisogna riammodernare la macchina regionale, intervenire sulla competitività, varare una fiscalità di sviluppo in tutti i settori – ha spiegato – bisogna creare delle zone per il dimezzamento della tassazione, favorendo la nascita di imprese di donne e giovani, eliminando la tassazione per alcuni anni alle start up, ma anche ai siciliani che andati via decidono di ritornare”. E con Musumeci ha anche discusso di eliminare il bollo auto. IlGiornale

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