Paternò e il documentario assurdo della propaganda. Chi lo ha pagato?

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“Benvenuti a Paternò” è il titolo del video-documento propagandistico dell’amministrazione comunale di Paternò retta dal sindaco Mauro Mangano. E’ stato reso pubblico su Youtube e reindirizzato dallo stesso primo cittadino sul suo profilo Facebook, dove in molti (noi compresi) abbiamo potuto visionarlo. I titoli di inizio: “Il comune di Paternò, con la collaborazione di ProLoco Paternò, realizzano Benvenuti a Paternò”. Un documentario degno della propaganda fascista più accanita. Abbiamo preso appunti. Il video apre con mare, spiagge, cozze, frutti di mare e barche. Poi l’ingresso nella nostra Paternò: “Benvenuti in un posto pieno di porte e finestre”. Dopo tre minuti e mezzo, la frase del commentatore fuori campo: “Paternò, una città costantemente in sviluppo e progresso. Vi invitiamo a scoprire questo posto insieme”. Sviluppo e progresso? Quale sviluppo e quale progresso? Chi ha scritto i testi? Di quale Paternò si parla? Proseguiamo.

“Paternò è una città di circa 60mila abitanti”. Falso. A Paternò vivono 49.616 cittadini (Dato ufficiale Istat). Poi altre poesie di propaganda: “Visitare Paternò è sentire la musica, la pittura, l’arte e la terra. Paternò è fresca e trasparente”. Nel sottopancia, tecnicamente il termine con cui vengono indicati i testi che appaiono nella parte inferiore dello schermo, è possibile leggere “Alberghi”. Alberghi? Quali alberghi? Uno ce n’era, e non è più funzionante già da tempo. Tutto il resto sono al massimo due o tre piccolissimi B&B o affittacamere privati che con l’amministrazione pubblica non hanno nulla a che spartire. Nei primi minuti, sulla Collina Storica, un prototipo Ferrari costeggia il castello. Il cameraman Nicola Forino, anche direttore della fotografia e presidente della Sintesicinematrografica di Rosolini (che ha realizzato il lavoro), non manca di dedicargli una incredibile inquadratura. Paternò come una piccola Montecarlo, con le auto superlusso che sfrecciano sulla Collina Storica. Incredibile.

Poi l’arancia rossa di Paternò: l’assessore Agostino Borzì fa da testimonial. Un settore non in crisi, ma totalmente consumato prima di tutto dall’amministrazione che non riesce a tracciare una linea guida al comparto, lasciando il settore allo sbando. Però, dice l’assessore Borzì: “Arancia di Paternò, un prodotto frutto di esportazione mondiale”. Capito? L’arancia di Paternò esportata in tutto il mondo: siamo alla follia. E ancora, “Paternò è semplice, sensibile e la musica si sente per le strade”. Si, una piccola Parigi. “Tutto questo è Paternò e la sua gente”. Sullo sfondo scorrono le immagini appositamente registrate attraverso la collaborazione del maestro Coniglio, un vero professionista insieme a Barbaro Messina, veri artisti prestatisi a nostro avviso impropriamente. Poi, finale col botto: “Il turista che arriva a Paternò trova punti di accoglienza adeguati alle esigenze di ogni visitatore”. Cosa? Abbiamo riportato indietro il filmato, abbiamo riascoltato. La voce ha detto proprio così. Restiamo interdetti.

Ovviamente, nessun passaggio sulle Salinelle di Paternò. Nessun passaggio all’interno del nostro Cimitero Monumentale, chiamasi “monumentale” proprio perchè anch’esso ricchissimo di monumenti, ma troppo sudicio e sporco e distrutto per poter essere offerto alle telecamere della TF20 Producciones Argentina, società che insieme alla Sintesicinematografica di Rosolini ha realizzato questo documentario-propaganda dell’amministrazione. Domanda: questo lavoro è stato pagato? E se è stato pagato, da chi è stato pagato? E’ stato pagato dall’amministrazione comunale? Quindi, coi soldi di tutti? E’ importante che questa informazione venga resa ai cittadini, che hanno il diritto di sapere chi si è permesso di autorizzare eventualmente una spesa per del materiale del genere, in cui appaiono anche soggetti politici. E poi, tra gli enti che hanno collaborato, con tanto di logo, troviamo anche la ProLoco di Paternò. Nel video appare anche la sua presidente. E’ lecito chiedere in che termini ha contribuito la ProLoco alla realizzazione di questo documentario? Quale apporto concreto ha offerto la ProLoco, oltre che alla simpatica e divertente apparizione della sua presidente? Sono tutti interrogativi importanti ai quali la città gradirebbe seguissero risposte altrettanto importanti e serie.

Andrea Di Bella

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