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“Rischio deriva populista”. Berlusconi pensa al proporzionale

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi lo dice molto chiaramente. E, quando manca poco più di un mese dal referendum del 4 dicembre, rilancia le ragioni del fronte del “no” alle riforme costituzionali. “Se nessuno dovesse davvero prevalere – spiega il Cavaliere – sarà necessario un accordo tra due poli, come è avvenuto in Germania, in Spagna e in Austria”.

In una anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa, “C’eravamo tanto amati. Amore e politica. Riti e miti. Una storia del costume italiano” (Mondadori-Rai Eri), che uscirà proprio il 4 novembre da in concomitanza con il referendum, Berlusconi dice chiaramente che “con l’Italicum si rischia la deriva populista”. Per il leader di Forza Italia la nuova legge elettorale, “affiancata alla nuova Costituzione, può creare davvero l’uomo solo al comando”. “Renzi l’ha progettata a sua immagine e somiglianza dopo aver vinto con il 40,8% le elezioni europee del 2014″, accusa il Cavaliere ricordando, però, che “allora il suo consenso personale era al 56%, oggi si è ridotto al 26%”

Per come è fatto, continua nel ragionamento Berlusconi, l’Italicum rischia di “consegnare il Paese a una dittatura di sinistra, a un uomo solo al comando: padrone del suo partito, padrone della Camera dei deputati che farà le leggi più importanti e che nominerà organi di garanzia come il capo dello Stato e la Corte costituzionale”. “Ci troveremmo di fronte a un vero e proprio regime con un leader padrone dell’Italia e degli italiani – protesta, quindi, il Cavaliere – Renzi ha cambiato diciassette volte i nostri accordi, imponendoci diciassette successivi cambiamenti”. Il Giornale

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