A chi conviene l’infame omicidio di Jo Cox?

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di Francesco Maria Toscano

Nel marzo del 2014 pubblicai un pezzo per il lettori de “Il Moralista” titolato “Le quattro fasi del neonazismo tecnocratico”(clicca per leggere). Di fronte all’imperversare delle solite mistificazioni a beneficio dei gonzi, tentavo allora di offrire uno schema semplice per consentire a chiunque di cogliere i dati salienti della svolta autoritaria in atto, occultati da una informazione schizofrenica che parla di continuo di ciò che è futile per distogliere l’attenzione da ciò che è importante. Chi fosse interessato può rileggere per intero l’articolo indicato in apertura. A me preme adesso porre l’attenzione solo su un singolo aspetto dell’analisi fatta allora, quello riguardante la cosiddetta “fase D”, la fase finale. Quando i nazisti tecnocratici non riusciranno più a manipolare le masse in maniera incruenta grazie al sapiente utilizzo dei mass media”- sostenevo già anni orsono- “passeranno alla violenza fisica.

Quel momento è arrivato. Valls in Francia, per tacitare un popolo dignitoso che non si piega di fronte alla reintroduzione dello schiavismo, pensa addirittura di vietare il diritto di manifestare. In Inghilterra, invece, a pochi giorni dal  referendum sulla “Brexit”, ritenuta altamente probabile nonostante le indicazioni in senso contrario di Cameron e Corbyn, un fanatico ammazza la parlamentare laburista ed europeista Joe Cox  al grido di “Britain first”. Naturalmente, sulla base dell’emozione e dello sdegno causato dall’omicidio, la posizione di quelli che vogliono ancorare la Gran Bretagna all’Europa si rafforza automaticamente (“non vorrete mica fare il gioco dei nazionalisti assassini”?). Il progetto mondialista in atto, ben spiegato da Brzeziski nel suo “La Grande Scacchiera”, non prevede passi indietro. Bisogna continuare a lavorare per imporre il modello unico neoliberista in ogni parte del mondo, attraverso soprattutto la stipula di trattati transatlantici (TTIP) e transpacifici (TTP) che sanciscono di fatto il definitivo trasferimento dei poteri dal pubblico (gli Stati) al privato (multinazionali e banche d’affari).

Se, nel mezzo di questo processo epocale, un Paese importante come l’Inghilterra scegliesse invece di valorizzare e riattualizzare il ruolo dello Stato nazione, quali rischi potrebbe correre in prospettiva il progetto massonico e globalista fin qui costruito con tanta cura e pazienza dai soliti aguzzini in doppio petto? Rischi gravissimi e potenzialmente fatali dico io, perché un’ eventuale vittoria del “no” alla Ue  costituirebbe il classico detonatore di un malcontento diffuso che può far crollare l’intero infame edificio. I nazisti tecnocratici non possono assolutamente perdere il referendum del 23 giugno. Il 16 giugno, ad una settimana precisa dal voto, un fanatico uccide l’europeista Cox. A questo punto le possibilità sul tappeto rimangono essenzialmente due: o si è trattato di una fatalità oppure no. Nel primo caso c’è poco da aggiungere, cosa si può dire di fronte al gesto di uno squilibrato di orientamento nazista che, influenzato dalla durezza del dibattito politico, ha compiuto un atto scellerato? Nulla, al massimo è possibile invitare banalmente tutti ad “abbassare i toni”. Volendo approfondire la seconda ipotesi, invece, è lecito chiedersi preliminarmente “cui prodest” il barbaro omicidio di Joe Cox? E’ davvero possibile escludere con matematica certezza che qualche cervello lucido non abbia inteso volutamente armare la mano di un patetico folle?

E’ legittimo o no porsi un interrogativo di questo tipo? O  è  forse impedito dalla dittatura del ”politicamente corretto” che obbliga tutti ad accettare versioni ufficiali che non spiegano mai nulla per non correre il rischio di finire nel girone dei “visionari” e dei “complottisti”? Ancora oggi ci si interroga sulle reali dinamiche che portarono agli omicidi di J. F. Kennedy e Martin Luther King; ancora oggi non è chiaro il vero movente del tentato omicidio di Reagan; ancora oggi è avvolto dal mistero “l’incidente” che costò la vita a Mattei, e ogni giorno spuntano versioni diverse sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.  Per non parlare dell’11 settembre e della fantomatica presenza di inesistenti armi di distruzione di massa che indussero Blair a fiancheggiare la sporca e ipocrita guerra americana in Iraq. Tutti interrogativi che affascinano perlopiù i soliti incalliti complottardi? Ne dubito.

Solo i lobotomizzati non si fanno mai domande. Poco tempo fa Donald Trump disse che il padre del suo ex sfidante Ted Cruz era stato visto in compagnia di Lee Harvey Oswald poco prima dell’assassinio di Kennedy, mandando in tal modo un preciso segnale che chi doveva capire magari ha capito. Non solo nell’Italia dei “creduloni grilleggianti” circolano evidentemente alcune chiavi di lettura “non convenzionali”, bollate come “fantasiose” e “incredibili” da giornali di proprietà di quelli che guidano e difendono una globalizzazione antiumana e affamante. Costi quel costi.

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