Infrastrutture e sicurezza, Musumeci: “Rispetto all’Etna, ad essere fuori posto siamo noi”

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Un’ipotesi di riassetto infrastrutturale destinata a far discutere il mondo politico ed economico dell’Isola. Nel corso della conferenza stampa svoltasi a Palazzo Chigi per presentare l’assise nazionale sulla gestione del dissesto e delle emergenze, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha sollecitato una riflessione a lungo termine sull’eventuale trasferimento dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa in un’area interna del territorio regionale, così da arginare i ricorrenti blocchi dell’operatività aerea innescati dalle emissioni di cenere dell’Etna.

«Gl unici ad essere fuori posto siamo noi. Il vulcano risiede lì da millenni, mentre la presenza umana si configura come un’intrusione», ha osservato con pragmatismo il ministro, sottolineando la necessità di garantire continuità e resilienza ai collegamenti aerei della Sicilia orientale attraverso soluzioni strutturali. L’occasione della riflessione è legata al convegno “Oltre l’emergenza, governare il dissesto. Dalle crisi alla prevenzione”, programmato dal 12 al 14 novembre 2026 presso il complesso Fieristico Le Ciminiere del capoluogo etneo, appuntamento di alto profilo scientifico ed istituzionale destinato a chiamare a raccolta esperti e decision maker da tutto il Paese.

La scelta della sede etnea riveste un profondo valore simbolico: Catania rappresenta infatti l’unica realtà metropolitana italiana edificata e ricostruita per sette volte a seguito di eventi catastrofici, concentrando una sommatoria di vulnerabilità sismiche, vulcaniche, idrogeologiche, costiere ed industriali. Nel richiamare l’esigenza di trasformare gli studi tecnici in patrimonio informativo diffuso nelle scuole e nelle amministrazioni, Musumeci ha infine ribadito la centralità della responsabilità individuale e della corretta comunicazione d’allarme, ricordando come l’orientamento della giurisprudenza prediliga la massima prudenza e come la salvaguardia dell’incolumità pubblica richieda un’attiva cooperazione tra Stato e cittadinanza.