Nuova legge elettorale, depositi simultanei in 25 tribunali: ricorso di massa contro “Stabilicum”

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Si apre un imponente fronte giudiziario contro l’assetto delle regole elettorali recentemente licenziato dalle Camere. La Rete per un voto libero e uguale — cartello istituzionale che raggruppa circa trenta sigle e organizzazioni della società civile — ha coordinato il deposito simultaneo di una serie di ricorsi presso 25 tribunali italiani, con l’obiettivo di sottoporre a vaglio di costituzionalità le norme contenute nella nuova legge elettorale, ribattezzata “Stabilicum”.

L’azione legale, come precisato dal coordinatore della rete Roberto Zaccaria, si articola su una traccia istruttoria comune e vede il coinvolgimento diretto di oltre trecento sottoscrittori, tra i quali figura anche l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. Il calendario dei procedimenti vedrà il suo esordio dinanzi ai giudici: la prima udienza di merito è stata fissata per il prossimo 16 dicembre presso il Tribunale di Trento.

Al centro dei rilievi presentati dai ricorrenti vi sono i meccanismi cardine dello Stabilicum. Pur fondandosi su un impianto prevalentemente proporzionale, la norma introduce un premio di governabilità condizionato al raggiungimento di determinate soglie, l’adozione delle preferenze condizionata però dalla presenza di capilista bloccati, barriere d’accesso al riparto dei seggi e l’indicazione preventiva del candidato alla presidenza del Consiglio da parte della coalizione, sebbene l’intestazione dell’aspirante premier non compaia direttamente sull’amministrativa scheda di voto.