Messina, il TAR respinge i ricorsi sulle elezioni: Federico Basile resta alla guida della città

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Tramontano definitivamente le nubi di incertezza legale sulla governance del capoluogo peloritano. Con la pubblicazione del dispositivo di sentenza emanato dalla Quinta Sezione staccata di Catania del Tribunale Amministrativo Regionale — a valle dell’udienza collegiale presieduta dal magistrato Agnese Anna Barone —, è stata sancita la piena legittimità dell’elezione del sindaco Federico Basile e della conseguente composizione del Consiglio comunale di Messina, scaturite dalle urne lo scorso 24 e 25 maggio 2026.

Il verdetto amministrativo chiude il contenzioso promosso da due gruppi di ricorrenti (Bucceri-Dibilio e Laghezza-Currò), i quali avevano impugnato le delibere di proclamazione e gli atti organizzativi emanati dalla Prefettura e dall’Assessorato regionale alle Autonomie Locali. Le doglianze difensive poggiavano sull’asserita irregolarità nella raccolta sottoscrizioni per le liste a sostegno di Basile e su presunte tempistiche tardive relative alle dimissioni del primo cittadino. Ciononostante, i giudici etnei hanno disposto il rigetto integrale delle istanze con compensazione delle spese, allineandosi al solco giurisprudenziale già tracciato per il caso di Barcellona Pozzo di Gotto: la normativa elettorale siciliana, difatti, non pone vincoli numerici alla presentazione di liste esentate dalle firme per i partiti radicati all’Assemblea Regionale.

La pronuncia giudiziaria blinda la continuità amministrativa di Palazzo Zanca, riaffermando il pieno titolo di Federico Basile all’esercizio del suo secondo mandato amministrativo. Salvo ipotetici sviluppi in sede di appello dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA), la città ritrova stabilità istituzionale per la programmazione del prossimo quinquennio.