Un quadro allarmante che mette a nudo l’inadeguatezza strutturale degli edifici scolastici nell’isola, evidenziando pesanti ostacoli per l’effettivo esercizio del diritto allo studio. È la fotografia scattata dall’ultimo dossier presentato congiuntamente da CGIL, FLC e Fillea Sicilia, che traccia un bilancio dettagliato sulle condizioni di sicurezza, accessibilità e qualità delle infrastrutture scolastiche regionali.
I dati emersi dal monitoraggio sindacale rivelano che su 3.138 plessi esaminati, ben il 77% (pari a 2.431 strutture) risulta del tutto privo del certificato di agibilità, mentre mancano omologazioni adeguate per la totalità delle centrali termiche. Sul fronte dell’inclusione, appena il 35,6% degli immobili garantisce una piena accessibilità fisica, con percentuali marginali per quanto riguarda i percorsi tattili destinati agli ipovedenti (0,7%) e i sistemi di segnalazione visiva d’emergenza (13%). Drastico anche il divario con la media nazionale nell’offerta di servizi primari: le mense scolastiche sono presenti solo nel 14,4% degli istituti (rispetto al 36,5% del dato italiano), mentre le palestre non superano il 27,3%, privando gli studenti — specie quelli provenienti da contesti sociali svantaggiati — di basilari opportunità d’integrazione e pratica sportiva.
A cronicizzare il quadro si inseriscono le criticità sui fondi d’investimento e i ritardi legati all’attuazione dei progetti PNRR. Come denunciato dal segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, a ridosso delle scadenze operative del programma comunitario solo il 37,5% dei progetti previsti per gli asili nido è stato portato a termine o collaudato, mentre le mense si attestano al 51% e gli interventi di messa in sicurezza al 52%. Un ritardo strutturale che, sommato alla contrazione del personale docente e ATA, rischia di penalizzare ulteriormente la tenuta dell’istruzione pubblica sul territorio.








