Sicilia paralizzata dal blocco dei tir, autotrasportatori in rivolta: “Protesta ad oltranza”

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L’economia isolana ripiomba nel blocco totale, con la filiera della logistica e della distribuzione congelata in ogni suo snodo nevralgico. L’inizio dello sciopero dell’autotrasporto in Sicilia, proclamato per contrastare l’esplosione dei prezzi del gasolio e le tariffe insostenibili per il traghettamento delle merci, sta registrando un’adesione plebiscitaria, trasformandosi in uno scontro aperto tra la categoria e i vertici di Governo sia a livello regionale che nazionale.

A guidare il fronte della protesta è Salvatore Bella, portavoce del Comitato Trasporto Siciliano, che attacca duramente la classe politica per la totale assenza di interventi incisivi. «Nessun esponente della Regione ci sta sostenendo e il presidente Renato Schifani continua a rimanere inattivo», affonda Bella, denunciando la profonda disconnessione tra le istituzioni e le reali emergenze del territorio. La contestazione investe in modo diretto anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, giudicando un “vero e proprio affronto” la scelta di convocare per il 27 ottobre esclusivamente le sigle nazionali non aderenti al fermo: «Organizzazioni che non rappresentano affatto i drammi quotidiani del settore nel Mezzogiorno».

Con le merci bloccate e i banchi della grande distribuzione destinati a svuotarsi rapidamente, la categoria avverte di non voler arretrare di un passo. Senza garanzie immediate ed efficaci, la mobilitazione si protrarrà ad oltranza, con il totale stallo dei piazzali portuali e degli snodi merci. Un messaggio perentorio che gli autotrasportatori promettono di far pesare anche nell’arena elettorale, pronti a presentare il conto a chi, in questo momento di crisi eccezionale, ha scelto di voltare le spalle alle imprese siciliane.