Trump all’Assemblea Generale Onu: “L’America è tornata ed è più forte che mai”

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Apertura ad alta tensione mediatica per l’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, dove l’ingresso di Donald Trump al Palazzo di Vetro ha subito catalizzato l’attenzione dei delegati e della stampa internazionale. Finito al centro della scena fin dal suo arrivo, segnato da una stoccata diretta alle emittenti televisive presenti — “È un onore essere qui all’Onu. Sono sorpreso che Cnn sia qui a coprirmi. Non dovrebbe esserci, aveva detto che non mi avrebbe coperto” —, il Presidente statunitense ha aperto il suo intervento rivendicando con forza la centralità della leadership americana: “L’America è tornata ed è più forte che mai”.

Dal podio dell’Onu, Trump ha difeso i risultati e l’impronta della propria agenda di governo con un perentorio richiamo alla sovranità nazionale e al ruolo degli Stati Uniti nello scacchiere geopolitico: “Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate”, ha dichiarato il tycoon, ribadendo poi la propria ferma opposizione alle strutture multilaterali sovranazionali: “Non esiste un governo globale e, finché sarò presidente, non ci saranno tasse globali”.

A fare da contraltare al discorso del leader americano è stato il messaggio d’apertura del Segretario Generale dell’Onu, António Guterres, giunto al suo ultimo discorso di mandato. Guterres ha lanciato un drammatico appello alla de-escalation e al dialogo di fronte all’allargamento delle crisi globali: “In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest’aula affinché sfruttino al meglio questa settimana per favorire la de-escalation. I combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire e la libertà di navigazione deve essere ripristinata”.

L’agenda diplomatica di Trump a margine dell’Assemblea si preannuncia particolarmente fitta. Oltre a un summit trilaterale con i premier di Danimarca e Groenlandia e ai bilaterali con i primi ministri di Regno Unito e Giappone, il momento cruciale della giornata è fissato per l’incontro a quattr’occhi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In serata, la cornice del Lotte Palace Hotel ospiterà il ricevimento ufficiale offerto da Trump ai capi di Stato e di Governo presenti a New York, occasione durante la quale è previsto anche uno scambio di vedute con la presidente ad interim del Venezuela.