Apologia del fascismo e Vannacci: il Governo frena sullo scioglimento di Futuro Nazionale

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Il Governo interviene in Aula per chiarire la propria posizione in merito alle recenti polemiche che vedono coinvolto l’europarlamentare Roberto Vannacci e la formazione politica a lui riconducibile. In risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dalle opposizioni, che chiedevano di valutare l’attivazione delle procedure per lo scioglimento dell’organizzazione con l’accusa di condotte riconducibili all’apologia del fascismo, l’esecutivo ha ribadito una linea di rigorosa aderenza ai principi costituzionali. A prendere la parola per conto del Ministero dell’Interno è stato il sottosegretario Wanda Ferro, la quale ha sottolineato come l’impianto democratico e il sistema delle garanzie stabilito dai Padri costituenti si fondi sulla marcata e qualitativa distinzione tra la libera manifestazione del pensiero e l’effettiva messa in atto di minacce violente orientate a sovvertire l’ordinamento dello Stato.

Nel corso del suo dettagliato intervento davanti all’Assemblea, l’esponente dell’esecutivo ha precisato che le prese di posizione e le enunciazioni teoriche ascrivibili al parlamentare e al suo movimento, per quanto giudicate dalle forze politiche avverse come radicali o aspramente contestabili, rientrano nell’ambito della libertà di manifestazione del pensiero garantita dall’articolo 21 della Carta costituzionale. Facendo esplicito richiamo alla consolidata giurisprudenza di legittimità, il sottosegretario ha ricordato come l’ordinamento italiano tuteli anche le opinioni meno condivisibili, purché queste non trasmodino in comportamenti concretamente e operativamente pericolosi per la tenuta delle istituzioni democratiche e della convivenza civile.

A conclusione della replica parlamentare, l’esponente del Viminale ha assicurato che il Governo intende mantenere una condotta perfettamente coerente con l’insegnamento e la prassi storica che hanno guidato tutte le amministrazioni della Repubblica fin dalla sua fondazione. Nessun provvedimento sanzionatorio o repressivo verrà dunque adottato nei confronti dell’associazione legata a Vannacci in assenza di presupposti d’illecito penalmente rilevanti o di condotte eversive manifestamente accertate, riaffermando l’orientamento della maggioranza di non limitare il perimetro della dialettica e del dibattito politico mediante scorciatoie di natura amministrativa o giudiziaria.