Bruxelles accende i riflettori sui servizi di intelligenza artificiale di Google

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Effettuare oggi una ricerca su Google significa spesso trovarsi di fronte, prima ancora dei risultati tradizionali, a risposte generate dall’intelligenza artificiale, che sintetizzano, rielaborano e in parte rimpiazzano i contenuti prodotti da testate giornalistiche e creator. È proprio su questo nuovo assetto informativo che la Commissione europea ha deciso di intervenire.

Dopo le recenti tensioni nel rapporto con le grandi piattaforme tecnologiche statunitensi, Bruxelles ha annunciato l’avvio di una nuova istruttoria antitrust nei confronti di Google. Al centro dell’indagine vi è il sospetto che il gruppo di Mountain View abbia utilizzato contenuti di editori e creatori digitali per alimentare i propri servizi di intelligenza artificiale, in particolare AI Overviews e AI Mode, senza riconoscere alcun compenso e senza offrire una reale possibilità di opposizione, se non al prezzo di perdere visibilità e traffico proveniente dal motore di ricerca.

L’indagine seguirà un percorso accelerato e, qualora le contestazioni trovassero conferma, potrebbe configurarsi un abuso di posizione dominante, con effetti rilevanti sull’ecosistema dell’informazione e sul mercato emergente dell’intelligenza artificiale. Secondo Bruxelles, il rischio è quello di concentrare ulteriormente il controllo dei contenuti, riducendo la pluralità informativa a danno degli editori e dei cittadini.

A chiarire il quadro politico dell’iniziativa è stata la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera, che ha richiamato il valore di media liberi, diversificati e di un accesso aperto all’informazione come pilastri delle democrazie europee. L’innovazione tecnologica, ha sottolineato, non può svilupparsi sacrificando i principi fondamentali che tengono insieme le società europee.

Da parte sua, Google ha respinto le accuse, sostenendo che un’indagine di questo tipo rischierebbe di frenare l’innovazione in un contesto globale sempre più competitivo. L’azienda ha ribadito, attraverso un proprio portavoce, la volontà di continuare a collaborare con il settore dell’informazione e con il mondo creativo per accompagnare la transizione verso l’era dell’intelligenza artificiale.

La mossa di Bruxelles è stata immediatamente portata all’attenzione dell’amministrazione statunitense, ma dalla Commissione si è voluto precisare che non si tratta di uno scontro politico tra Unione europea e Stati Uniti. L’azione antitrust, è stato ribadito da Palazzo Berlaymont, prescinde dall’origine geografica delle aziende coinvolte ed è guidata esclusivamente dalla tutela della concorrenza e dei consumatori.