di Redazione
È fissata per martedì 2 dicembre la discussione in Aula sulla mozione di sfiducia al presidente della Regione Renato Schifani, presentata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente. La mozione avrà corsia preferenziale rispetto alla manovra finanziaria, che approderà in Assemblea una settimana dopo. L’obiettivo dichiarato delle opposizioni è segnare una netta linea di demarcazione tra chi sostiene il governo regionale nonostante le inchieste che hanno coinvolto la maggioranza e chi chiede il ritorno alle urne.
Il capogruppo del M5S Antonio De Luca ha rivolto un appello anche ai deputati del centrodestra: secondo i Cinquestelle, è ancora possibile interrompere l’attuale percorso politico, a condizione che la scelta venga compiuta in modo immediato e definitivo.
Di segno opposto la posizione della maggioranza, che considera la mozione un’occasione per ricompattare il centrodestra. Domenica le segreterie regionali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno diffuso una nota congiunta a sostegno del presidente. “La mozione di sfiducia darà modo di dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che il centrodestra è compatto e coeso”, ha dichiarato il capogruppo forzista Stefano Pellegrino.
Nel frattempo, in commissione prosegue l’esame della manovra finanziaria. Ieri il dipartimento Precari Csa e una delegazione di sindaci hanno incontrato maggioranza e opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere garanzie per gli articolisti nei Comuni. Nel testo della legge è intanto già passato l’aumento delle ore per gli operai forestali.








