Alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles, Giorgia Meloni ha riferito alle Camere, parlando prima al Senato e poi alla Camera dei deputati, in una giornata dal forte valore simbolico: il terzo anniversario del suo governo, nato il 22 ottobre 2022.
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha toccato i principali dossier internazionali che saranno sul tavolo dei leader europei. A cominciare dalla crisi in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina, ribadendo la linea italiana di “pieno sostegno a Kiev”, ma precisando che “l’Italia non invierà soldati”.
Sul riconoscimento dello Stato di Palestina, Meloni ha indicato due condizioni imprescindibili: che Hamas sia disarmato e che non abbia alcun ruolo nel futuro assetto istituzionale.
Ampio spazio anche ai temi della difesa comune europea, del cambiamento climatico e della gestione dei flussi migratori, che la premier ha definito «sfide decisive per il futuro dell’Unione».
Il discorso ha seguito la tradizionale scaletta del vertice Ue, che sarà seguito — venerdì — da una nuova riunione del gruppo dei Volenterosi insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
A conclusione del dibattito, Palazzo Madama ha approvato la risoluzione di maggioranza con 104 voti favorevoli, 63 contrari e un astenuto. Via libera anche alla risoluzione di Azione, modificata su richiesta del Governo per adeguare alcuni passaggi nelle premesse e negli impegni.







