I talebani ammazzano bimbi

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1418727833-olycom-20141216115436-10705796Un commando talebano ha attaccato una scuola gestita dall’esercito pachistano a Peshawar, nella zona nord occidentale del Paese. Al momento i morti sarebbero almeno 130, 123 dei quali bambini tra i 7 e i 14 anni. Una vendetta organizzata per rispondere all’offensiva pachistana contro la roccaforte dei talebani nell’area tribale del Nord Waziristan, al confine con l’Afghanistan. Il gesto terroristico è stato infatti rivendicato dal gruppo islamista Tehreek-e-Taliban Pakistan, che ha ordinato ai propri uomini, una volta entrati nell’edificio, di uccidere subito gli studenti più anziani.

Così il portavoce dei talebani ha spiegato la motivazione dell’attentato: “Abbiamo colpito la scuola perché l’esercito colpisce le nostre famiglie: abbiamo voluto far sentire loro il nostro dolore“. Tra i terroristi sarebbero presenti anche attentatori suicidi.

Secondo le prime ricostruzioni, i talebani sarebbero entrati nella scuola passando per il cimitero che si trova sul retro dell’istituto, indossando delle uniformi delle forze di sicurezza. I terroristi hanno poi raggiunto l’auditorium dove i militari stavano facendo fare un’esercitazione di primo soccorso agli studenti. 

Un professore di fisica racconta di aver visto “sei o sette persone che camminavano classe per classe, aprendo fuoco sui bambini”, mentre uno studente ha raccontato di aver notato “i corpi senza vita dei nostri amici nel corridoio: erano insanguinati, ad alcuni avevano sparato tre volte, ad altri quattro“. Lo stesso studente ha anche affermato che “gli uomini sono entrati uno per uno nelle classi sparando indiscriminatamente contro studenti e docenti“.

Uno dei bambini sopravvissuti ha invece detto che i terroristi “parlavano con noi con unaccento straniero e tra di loro in arabo“.

Nel frattempo emergono dettagli raccapriccianti. I terroristi – racconta una fonte dell’esercito pachistano – avrebbero dato fuoco ad un insegnante, costringendo poi i bambini a guardarlo mentre moriva: “Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco“. 

Dopo ore d’assedio, l’esericito è riuscito ad uccidere tutti gli attentatori e a liberare gli ostaggi.

Il primo ministro pachistano, Nawaz Sharif, ha affermato che quella di Peshawar rappresenta una vera e propria crisi nazionale.

L’attentato è stato duramente condannato anche dall’arcivescovo di Karachi, Joseph Coutts, che ha detto: “È una notizia sconvolgente, terribile e impensabile.

Il segno che i talebani sono davvero pronti ad attaccare ovunque e ad uccidere chiunque. I talebani sono un gruppo di estremisti e hano la mira di fare del Pakistan uno stato islamico ripercorrendo qui lo stesso terribile disegno dell’Isis in Siria e Iraq. Il governo quest’anno ha lanciato un’azione militare contro di loro. Operano principalmente sulle montagne nel nord-ovest, in una regione al confine con l’Afghanistan, estremamente difficile da controllare”.

Secondo l’arcivescovo, inoltre, questo attentato può essere letto “come un’azione divendetta contro il governo prendendo di mira target civili che non sono assolutamente in grado di difendersi. È terribile che abbiano scelto proprio di attaccare una scuola dove ci sono bambini. Significa che i talebani non hanno limiti ed è gente pronta a dare qualsiasi cosa. È un segno di quanto brutali possano essere“.

IlGiornale

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