Paternò, cinque consiglieri di opposizione lanciano ancora di salvataggio al sindaco Mangano

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A primo acchito sembrerebbe un’ancora di salvezza lanciata al sindaco di Paternò proprio nel suo momento più buio, nel momento più difficile. Dopo l’addizionale IRPEF e la relativa polemica montata a ridosso della votazione lo scorso 1 ottobre e poi la bagarre in assise lo scorso 14 e 15 novembre, il sindaco Mauro Mangano si trova fortemente in difficoltà. 11 consiglieri (10 più il presidente del consiglio, che vota in aula) sono troppo pochi per poter presentare in consiglio comunale la sfiducia al primo cittadino. Il primo passo per poter infierire il colpo definitivo a questa amministrazione. Per discutere la sfiducia in consiglio servono infatti 12 voti, per passare ne servono 20 (i 2/3 dei componenti, che sono 30).

Da qui si arriva a quella che definiamo cautamente “ancora di salvezza”, lanciata dai banchi dell’opposizione. In nome e per conto dei cinque consiglieri Francesco Rinina, Ivan Furnari, Ionella Rapisarda, Filippo Condorelli ed Alfio Virgolini parla proprio quest’ultimo, che durante un’intervista rilasciata al telegiornale dell’emittente VideoStar, ha dichiarato come: “Vogliamo che il sindaco ci dia risposte concrete. Diamo la nostra disponibilità su alcuni punti. Se vediamo che il sindaco risponde nei tempi dovuti, allora un percorso potrà essere intrapreso. Diversamente, faremo retromarcia e valuteremo se votare o meno il bilancio. Il nostro è un impegno politico che il sindaco potrà decidere di prendere con noi e la città”. Virgolini ha anche precisato come “il sindaco ha annuito” e come l’azione dei cinque consiglieri sia un’azione da intendersi come un’azione intrapresa da una cosiddetta “opposizione costruttiva”.

Si evidenzia come i tempi per approvare il bilancio siano strettissimi: il 29 o al massimo il 30 novembre. Un messaggio ben chiaro, quello dei cinque consiglieri: il sindaco ci ascolta, accoglie le nostre istanze ed apre (sull’azione amministrativa e non sulle poltrone) ad alcuni punti, e noi gli votiamo il bilancio. Se il sindaco non ci ascolta, un passo indietro.

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