Covid: Londra torna “zona rossa” da mercoledì

Sharing is caring!

Nuova stretta anti Covid a Londra, che da mercoledì torna in quasi lockdown. L’annuncio arriva ai Comuni da Matt Hancock, ministro della Sanità di Boris Johnson, formalizzando la decisione di reagire senza indugi alla ripresa locale di contagi registrato dopo la fine del confinamento nazionale bis di un mese il 2 dicembre.

La stretta prevede che la capitale passi dall’allerta arancione a quella rossa con nuova chiusura di ristoranti, pub e di alcuni negozi. Limitazioni che dureranno per ora fino al 23, quando in tutto il Regno – Londra compresa – scatterà un alleggerimento di 5 giorni delle restrizioni in occasione del Natale.

Hancock ha poi aggiunto, parlando a una Commissione parlamentare, che è stata identificata una nuova variante del coronavirus che potrebbe essere associata a una diffusione più rapida del Covid-19.  Il ministro ha assicurato che “nulla suggerisce” che la variante abbia causato delle forme patologiche peggiori o che i vaccini non siano più efficaci. Ha precisato anche che 60 diverse autorità locali in Inghilterra hanno registrato infezioni da Covid causate dalla nuova variante

Al momento “non ci sono prove” che la variante del coronavirus scoperta in Gran Bretagna “si comporti in modo diverso”. Lo ha detto la dottoressa Maria Van Kerkhove dell’Oms nel consueto briefing sul Covid-19. La nuova variante, ha spiegato, “viene già monitorata dal Virus Evolution Working Group nel contesto delle varie mutazioni del virus scoperte nei visoni in diverse parti del mondo”.

La vaccinazione anti covid in Spagna partirà dal 4 o 5 gennaio, dopo il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali”, atteso per il 29 dicembre. Lo ha annunciato il ministro della Salute Salvador Illa, secondo quanto riporta El Pais. 

Sono partiti i primi screening di massa – con tamponi anti-Covid-19 gratuiti per tutti – in due città francesi, Le Havre e Charleville-Mezieres. Nel porto della Normandia, l’obiettivo è testare 270.000 abitanti in 5 giorni. Seguiranno Roubaix e Saint-Etienne. Nessuna garanzia nel frattempo per la riapertura di bar e ristoranti a partire dal 20 gennaio. “Non posso dirvi con certezza che riapriremo i bar e i ristoranti il 20 gennaio. Dirlo significherebbe assumersi un rischio eccessivo”, ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Franceinfo. Il ministro ha precisato che trattative sono previste per vedere come bar e ristoranti “possono ripartire”. Nell’attesa, la loro riapertura resta condizionata all’evoluzione dell’epidemia.

La città di New York si deve preparare all’eventualità di uno shutdown totale. A evocare l’ipotesi è il sindaco Bill de Blasio. “Il governatore ha detto che dovremmo prepararci per la possibilità di uno shutdown totale, e sono d’accordo. Dobbiamo ammettere che è un’ipotesi e dobbiamo iniziare a prepararci”, afferma de Blasio.

I casi di coronavirus in Russia sono aumentati di 27.328 nelle ultime 24 ore per un totale di 2.681.256 contagi. Lo ha riferito il centro di crisi anti-coronavirus. I decessi sono invece stati 450, che portano così il totale dei morti a 47.391, riporta la Tass.

In Israele i morti correlati al covid – da inizio pandemia – hanno superato quota 3mila (3.003). Lo ha detto il ministero della sanità sottolineando che il tasso di positività continua a crescere e in base ai dati delle ultime 24 ore si è arrivati al 3,4% (su circa 49mila tamponi), dato maggiore rispetto ai giorni precedenti quando si era tra il 2.4% e il 2.9%. Le nuove infezioni sono state 1.710 e nel paese ci sono 17.691 casi attivi e di questi quelli gravi si attestano a 383. Non è escluso che a fronte dei nuovi dati il governo non imponga nuove restrizioni. Intanto da domenica prossima dovrebbe cominciare la campagna vaccinale che vedrà – secondo il premier Benyamin Netanyahu – la distribuzione di 60mila dosi al giorno. Lo stesso Netanyahu dovrebbe vaccinarsi sabato sera prossima per rimuovere le resistenze di una parte della popolazione. A questa proposito il ministero della sanità è al lavoro su “un passaporto verde” che consente a chi si vaccina l’esenzione dalle restrizioni in atto, compresa la quarantena se si è entrati in contatto con positivi.

Il Brasile ha superato i 6,9 milioni di contagiati da coronavirus e questa settimana potrebbe raggiungere i 7 milioni di casi, data la media attuale di oltre 40 mila al giorno: lo si evince dai dati delle segreterie sanitarie dei governi statali. Tra sabato e ieri sera sono stati registrati 6.901.990 infetti, di cui 21.395 nelle ultime 24 ore. La media dell’ultima settimana è stata di 42.721 contagiati, con un aumento del 20% rispetto alla media registrata due settimane fa. Tenendo conto che nei giorni lavorativi il numero di contagiati è superiore a quello del fine settimana, tra domani e giovedì il Brasile può dunque raggiungere i 7 milioni di contagi. Nelle ultime 24 ore i morti sono stati 276, portando il totale a 181.419, con una media giornaliera di 637, superiore del 23% rispetto a quella misurata 14 giorni fa.

La Corea del Sud ha registrato 718 nuovi casi di Covid-19, di cui 682 di trasmissione domestica, scendendo dal record di 1.030 rilevati domenica, il numero giornaliero più alto mai avuto nel Paese durante la pandemia. In base ai dati della Korea Disease Control and Prevention Agency (Kdca), il totale delle infezioni è salito a 43.484. A partire da oggi, e fino al 3 gennaio, il governo ha deciso di fornire gratuitamente i test sul Covid-19 presso le 150 cliniche d’emergenza di Seul e della sua area metropolitana per tracciare gli asintomatici. Il Paese è stato indicato come un modello nella lotta al virus: dal picco del 909 casi del 29 febbraio, i casi sono via via scesi fino alla nuova impennata consolidatasi a fine novembre prima del picco di 1.030 di domenica. Il governo ha portato la scorsa settimana le misure di distanziamento sociale al livello di 2,5, senza centrare i risultati attesi. Il livello 3, il più alto, è meno stringente del lockdown adottato negli Usa o in Europa, puntando a ridurre l’impatto sociale e la stretta sulle attività produttive: prevede, ad esempio, il divieto di riunioni con 10 o più persone, con la sospensione delle pratiche sportive, con le scuole in modalità online. “Il livello 3 dello schema di distanziamento sarà la nostra ultima risorsa – ha affermato il premier Chung Sye-kyun nel corso di un meeting -. La cosa più importante e che la gente segua le regole”. La Kdca ha riferito sette nuovi decessi, che portano il totale a quota 587. Ansa

Chiudi

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Per saperne di più clicca su maggiori info.