Dpcm, da oggi le nuove misure: quattro Regioni “zone rosse”

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Le vie del centro semideserte nel primo giorno del nuovo lockdown decretato dal Governo nell’ultimo Dpcm. Milano, 6 novembre 2020.

A Milano il primo giorno del nuovo lockdown sono ancora tanti i pendolari che arrivano alla stazione di Milano Cadorna da fuori città per lavoro. Ma non c’è l’affollamento dei giorni scorsi, niente code ai tornelli della metropolitana o per salire sui tram, mezzi pubblici che da oggi viaggiano con una capacità di trasporto che si è ridotta, per il decreto del governo, dall’80 al 50%. All’ingresso della stazione la Polizia controlla chi deve partire e fa compilare l’autocertificazione.

I pendolari arrivati a Milano da fuori città, Paderno Dugnano, Meda, dalla Brianza, per citare solo alcuni treni arrivati in mattinata, hanno raccontato di treni “mezzi vuoti”, che viaggiavano “con molta meno gente rispetto a ieri e ai giorni scorsi”, di convogli “molto alleggeriti”. Anche in metropolitana, sulla linea 1 che va da Cadorna verso piazza Duomo, niente affollamento ma ci sono comunque molte persone che viaggiano sui vagoni, per andare al lavoro o per accompagnare i figli a scuola, visto che i più piccoli continuano le lezioni in presenza. Immagini comunque molto diverse da quelle del primo lockdown di marzo, quando la città di era fermata quasi completamente.

TORINO – Torino si risveglia in Zona Rossa, come il resto del Piemonte. Ma che sarà un lockdown più soft rispetto a quello di marzo e aprile lo si intuisce camminando per le vie del centro. Le strade non sono deserte, con i genitori che accompagnano i figli delle elementari e di prima media a scuola, mentre i bar aperti lavorano per l’asporto. “Quattordicesimo cliente di questa mattina”, dice un barista di via Lagrange, dove il servizio è “alla finestra”. “Solo asporto, più che altro caffè e cappuccini”, spiega. Sono praticamente deserte, invece, le fermate dei mezzi pubblici. Anche quelle davanti alla stazione di Porta Nuova, solitamente affollate. Le uniche file di persone che si vedono sono quelle fuori dalle farmacie. In via Andrea Doria, all’angolo con via Poma, qualcuno ha messo una mascherina sul volto della statua di Giuseppe Mazzini. Al collo un cartello che consiglia, o meglio, ordina: “Wear a mask”, “Indossare una maschera”.

AOSTA – Bar e negozi chiusi, ma scuole elementari e uffici aperti. La città di Aosta semideserta si è svegliata in zona rossa aggrappandosi comunque ad alcuni riti di normalità: i genitori con i figli davanti agli istituti scolastici, qualche coda davanti alle panetterie e ai fruttivendoli del centro storico, gli impiegati diretti al lavoro, senza però la tappa del caffè. Poche le auto nei parcheggi. Discreta la presenza delle forze dell’ordine, per ora senza i posti di blocco del primo lockdown.

COSENZA – Traffico scorrevole e pochi cittadini per le vie della città. Si presenta così oggi Cosenza al suo primo giorno in ‘zona rossa’. Aperti solo gli esercizi commerciali consentiti e diversi posti di blocco dei carabinieri per controllare chi si sposta in auto. Per la maggiore parte si tratta di cittadini che sono fuori per lavoro o per motivi di salute. In fila davanti i supermercati o i negozi di alimentari per lo più persone anziane. Nessun affollamento a bordo degli autobus e anche il numero dei pendolari in arrivo dalla provincia con i mezzi pubblici è in calo. Ansa

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