La caccia disperata ai migranti in fuga. Li trovano in giro per l’Italia

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Ne hanno trovati altri quattro. Sale a sei il numero di migranti che le autorità sono riuscite a rintracciare dopo la grande fuga due sabati fa. Non erano più a Gualdo Cattaneo, né nella vicina Foligno o nel capoluogo umbro. Erano riusciti ad arrivare oltre i confini della Regione, dopo una settimana passata chissà dove.

Sono ancora molti buchi che devono essere chiariti sulla vicenda del piccolo paesino di 5mila anime sulle colline dell’Umbria. Sabato scorso i residenti si sono svegliati al centro del dibattito pubblico nazionale, quando le autorità hanno annunciato che dei 25 tunisini spediti in paese da Agrigento (dove erano appena sbarcati) ben 23 se l’erano data a gambe. I primi due sono stati rintracciati quasi subito nelle vicinanze. Degli altri non si sapeva quasi nulla, almeno fino a oggi. Fonti del Giornale.it assicurano che altri 4 sono stati trovati. Cui vanno sommati i due che erano rimasti a presidiare l’ex agriturismo “Il Rotolone”.

Che la ricerca fosse stata allargata fuori Regione lo aveva confermato al Giornale.it una fonte investigativa locale. Ma il loro ritrovamento oltre i confini getta un’ombra su tutti gli altri. È evidente che ormai i 17 tunisini restanti si sono sparpagliati per la Penisola. Dove? Difficile prevederlo. Un dato di per sé allarmante, ancor di più se si considera che sono tutti (teoricamente) sottoposti alla misura di quarantena fiduciaria. Certo, il test sierologico – realizzato al momento dello sbarco – aveva dato esito negativo. Ma solo il tampone può dare certezze e per ora nessuno di loro è stato sottoposto all’esame molecolare. 

Restano intanto i dubbi sulle dinamiche che hanno portato all’esodo in massa. Un cittadino sostiene di aver visto alcuni migranti salire su un furgone e anche chi indaga sospetta che possano essere fuggiti a bordo di mezzi privati. Non ci sono prove su un eventuale coinvolgimento della folta comunità tunisina umbra. Ma molte domande restano ancora inevase, soprattutto su chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto della quarantena. Come rivelato dal Giornale.it, infatti, la struttura “non era idonea” a garantire un controllo sistematico dell’area. Situata in una zona periferica e immersa nel verde, polizia e carabinieri erano solo tenuti a fare alcune visite nell’arco della giornata. In un momento di calma gli immigrati si devono essere mossi, forse in gruppi, disperdendosi prima nella macchia e poi raggiungendo in qualche modo le Regioni limitrofe. Gli occhi sono puntati anche sull’associazione incaricata di ospitare i 25 tunisini. L’Arci Solidarietà Ora d’Aria, che in Umbria ha ospitato migranti con appalti milionari, sia secondo il sindaco Enrico Valentini che secondo le fonti investigative avrebbe dovuto vigilare sul rispetto della quarantena. Ma gli stranieri sono fuggiti. E ancora 17 di loro sono chissà dove. Sparpagliati magari per tutta Italia. IlGiornale

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