Coronavirus, superati i 290.000 morti nel mondo

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Ha superato la soglia di 290.000 il numero di morti per il coronavirus nel mondo, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Il numero esatto delle vittime è 290.838.

E la lotta contro il coronavirus potrebbe avere effetti indiretti devastanti nei paesi poveri, quali la morte di 6.000 bambini ogni giorno nei prossimi sei mesi. E’ l’allarme lanciato dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). Nel peggiore di tre scenari in uno studio della Johns Hopkins University, fino a 1,2 milioni di bambini sotto i cinque anni che vivono in 118 paesi potrebbero morire in sei mesi, vittime di una copertura sanitaria – spiega l’Unicef – interrotta dagli sforzi per combattere la diffusione del Covid-19. Queste morti si aggiungerebbero ai 2,5 milioni di bambini in questa fascia d’età che muoiono già ogni sei mesi in questi paesi. Nello stesso periodo, fino a 56.700 donne potrebbero anche soccombere a causa di un calo delle cure pre e post parto, oltre alle 144.000 che muoiono già oggi.

STATI UNITI –  I morti per coronavirus nelle ultime 24 ore sono stati 1.894. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I casi totali di contagio nel Paese sono 1,36 milioni e i decessi complessivi 82.340.

BRASILE – Sono 881 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Salute. Si tratta della cifra piu’ alta dall’inizio della pandemia. Il bilancio totale delle vittime sale cosi’ a 12.400. I nuovi contagi accertati sono 9.258, che portano il numero totale a 177.589.

AMERICA LATINA – Nuovo balzo in avanti della pandemia di coronavirus. In meno di 24 ore i contagi sono cresciuti di 20.000 unità, attestandosi a 400.807, mentre i decessi hanno raggiunto quota 23.011. E’ quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile guida la classifica. In ascesa segue il Perù che accumula, nonostante la ridotta popolazione, ben 72.059 casi di contagio e 2.057 morti. Dinamica anche la situazione in Messico, dove i casi confermati di Covid-19 sono 38.324 ed i morti 3.926, un numero molto alto rispetto agli infettati. Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Ecuador (30.419 e 2.327), Cile (31.721 e 335), Colombia (12.272 e 493), Repubblica Dominicana (10.900 e 402), Panama (8.616 e 249) e Argentina (6.278 e 305).

GIAPPONE – La pandemia del coronavirus annota tra le sue vittime anche il primo lottatore di Sumo. Si tratta di Shobushi, nome d’arte di Kiyotaka Suetake, un atleta di 28 anni appartenente alla quarta divisione della categoria, morto per complicazioni legate alla malattia: lo ha reso noto la Japan Sumo Association (Jsa). Il lottatore era risultato positivo il 10 aprile e le sue condizioni si erano aggravate nove giorni dopo, riportano i media locali, tanto da rendere necessario il ricovero d’urgenza in terapia intensiva in un ospedale di Tokyo. Shobushi, che è anche la prima vittima in Giappone del Covid-19 nella fascia d’età tra 20 e 30 anni, era diventato professionista nel 2007. Il suo allenatore ed un compagno di allenamenti sono a loro volta risultati positivi ma le loro condizioni sono migliorate e hanno già lasciato l’ospedale. La grande kermesse sportiva legata allo sport nazionale del Giappone, il Summer Grand Sumo Tournament – che doveva svolgersi nella capitale a fine maggio nel famoso Ryogoku Kokugikan, è stata cancellata a causa dei timori di diffusione del virus.

TUNISIA – Per il terzo giorno consecutivo non registra alcun nuovo contagio da coronavirus, rimanendo stabile a 1.032 casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che mentre i decessi rimangono stabili a 45, i guariti continuano a salire, passando da 727 a 740. Attualmente i positivi sono 247, di cui 5 ricoverati in ospedale. La Tunisia, che ha allentato da una settimana le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali nei settori vitali dell’economia, ridurrà molto probabilmente l’orario del coprifuoco notturno nei prossimi giorni, con un slittamento della sua entrata in vigore dalle ore 20 alle 22 (fino alle 6 del mattino). Ansa

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