Coronavirus, il sacrificio dei camici bianchi: 95 i medici deceduti

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Salgono a 95 i medici morti per l’epidemia di Covid-19: all’elenco pubblicato dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici si aggiunge Giuseppe Vasta, medico di famiglia. Nella lista, sottolinea il presidente Filippo Anelli, “si è deciso di includere tutti i medici, pensionati o ancora in attività, perché per noi tutti i medici sono uguali. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni avevano risposto a una chiamata d’aiuto. Non si smette mai di essere medici”. 

Il numero degli operatori sanitari in prima linea deceduti o contagiati dal Coronavirus sale ogni giorno. Sindacati e ordini chiedono a gran voce da settimane che chi lavora a contatto con i malati di Covid-19 sia messo in condizione di farlo in sicurezza con dispositivi di protezione individuale adeguati.  Intanto si allunga l’elenco degli operatori sanitari che non ce l’hanno fatta a vincere la battaglia contro il virus. Sono 26 gli infermieri morti e 6.549 i positivi.

Complessivamente gli operatori sanitari contagiati sono 12.681, tra medici, infermieri, tecnici di laboratorio, autisti delle ambulanze, ausiliari. La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi)) ha sottolineato come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo, indicando anche che si tratta della categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori. Tonino Aceti, portavoce di Fnopi, ha chiesto ancora una volta che vengano garantiti tamponi e dispositivi individuali di protezione: “Gli infermieri restano più a lungo accanto al paziente, e fanno turni anche di 12 ore ciascuno, che rendono molto più elevate le possibilità di contagio. Stanno pagando un prezzo altissimo”

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