Coronavirus, il Cav: “L’Europa faccia la sua parte”

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Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia.

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha appena depositato al Parlamento europeo una interrogazione urgente a Ursula von der Leyen e alla Commissione europea sull’emergenza coronavirus. 

Oltre al problema sanitario c’è da fare i conti con uno spinoso problema economico. “L’Italia, primo Paese europeo colpito dal Covid-19 – – ha spiegato in una nota Berliusconi – rischia di perdere tra 1 e 3 punti di Pil per gli effetti su produzione industriale, Pmi, trasporti, turismo e agricoltura. Quando si verificano circostanze eccezionali come quella di una epidemia su scala europea e mondiale, è chiaro che l’insieme di regole europee di finanza pubblica devono essere momentaneamente sospese“.

Da qui nasce l’esigenza di rivolgersi all’Europa, che deve assolutamente scendere in campo per fare la sua parte. “Pertanto – ha concluso il Cavaliere – ho depositato al Parlamento Europeo una interrogazione prioritaria alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, a firma mia e di Antonio Tajani, per sollecitare un intervento rapido in sostegno del nostro sistema economico e a sospendere gli aggiustamenti strutturali del Patto di Stabilità e Crescita“.

L’Europa deve scendere in campo

Nelle ultime ore Berlusconi aveva parlato di un Piano Marshall dell’Unione europea per tutelare le imprese italiane dagli effetti negativi del nuovo coronavirus. In quell’occasione il leader di Fi aveva parlato chiarissimo: Bruxelles deve farsi carico “di un problema che non è solo italiano” anche perché “accanto alle questioni di carattere sanitario è necessario che si affrontino con tempestività i contraccolpi sull’economia”.

Come segnalato anche dalle principali organizzazioni di categoria e dei lavoratori – puntualizzava inoltre il Cav –l’Italia subirà contraccolpi pesanti che metteranno a rischio migliaia di posti di lavoro e potrebbero aggravare una situazione occupazionale già drammatica specie in alcune Regioni del Sud dove senza turismo e agricoltura non esiste economia”.

Da qui l’urgenza della discesa in campo dell’Europa: “Accanto all’intervento nazionale, è necessario che l’Unione europea, per tramite del governo, si faccia carico di un problema che non è solo italiano. Le regole europee di finanza pubblica sono infatti tarate per funzionare in casi di ciclo economico e funzionamento normali di mercato e non invece in circostanze eccezionali come quella di queste settimane”. La speranza è che l’appello di Berlusconi non venga fatto cadere nel vuoto dai tecnocrati dell’Ue.

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