Coronavirus: Italia terzo Paese per numero di contagi

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La fulminea diffusione del coronavirus nelle regioni del Nord ha fatto balzare l’Italia al terzo posto per numero di contagi in tutto il mondo: a parte la Cina, resta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superando il Giappone (fermo a 135, secondo i dati della Johns Hopkins University). Il caso Italia allarma ora tutta Europa e in particolare i Paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che seguono con attenzione gli sviluppi, al momento senza panico ma non escludendo eventuali contromisure se la situazione dovesse peggiorare. E c’è già chi, tra i più oltranzisti, chiede controlli alle frontiere, come la leader dell’ultradestra d’oltralpe Marine Le Pen. In serata è stata la Romania ad annunciare le prime misure di contenimento in Europa disponendo la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto o che siano state nelle due regioni italiane negli ultimi 14 giorni.

Intanto il blocco dei treni tra Italia ed Austria al Brennero è stato revocato. Lo hanno comunicato le ferrovie austriache Obb su Twitter. “Da domani si potrà viaggiare attraverso il Brennero. Chiunque non desideri recarsi in Italia può cancellare il proprio biglietto ÖBB per l’Italia con validità 24 febbraio 2020 gratuitamente”, affermano le ferrovie. L’Austria aveva bloccato un treno dopo che due passeggeri erano risultati avere la febbre.

Dopo gli oltre 150 contagi ed i 3 morti registrati in appena 2 giorni, l’Italia è diventata insomma uno dei principali fronti nella lotta al coronavirus fuori dalla Cina. Un picco arrivato improvvisamente perché, almeno secondo la versione del commissario per l’emergenza Angelo Borelli, “i medici non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus”. Non per “colpa” dei sanitari, ha precisato il capo della Protezione civile, quanto per la “difficoltà” di individuare i sintomi. Per il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri invece i casi sono emersi rapidamente grazie ad uno screening “approfondito e capillare”, così come aveva sostenuto sabato il premier Conte, che pure oggi si è detto “sorpreso” da un’esplosione simile. Fatto sta che l’emergenza italiana trova ampio spazio nei media stranieri, che in molti casi vi dedicano l’apertura di siti e giornali. Oltre confine il livello di attenzione si è inevitabilmente alzato. Ansa

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