M5S, stretta dei vertici: in 274 davanti a probiviri, 100 i dissidenti già fuori

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5stelle-kVF-U31401618922439nqE-656x492@Corriere-Web-SezioniUna scure invisibile. Circa cento tra addii volontari ed espulsioni dall’inizio dell’estate ad oggi.

Il Movimento cambia pelle, i probiviri lavorano sottotraccia per risolvere — anche in modo drastico — i casi irrisolti. Segno delle tensioni che serpeggiano tra la base e che si sviluppano in molte Regioni. Il 30 giugno i tre probiviri, in un post, davano il la alla stretta. «Le segnalazioni pervenute dall’11 dicembre 2018 ad oggi sono 1822, di queste 274 hanno evidenziato possibili violazioni dello statuto e/o codice etico e sono state prese in carico dal Collegio», scrivevano, annunciando l’avvio di «109 procedimenti disciplinari, di cui 81 nei confronti di consiglieri comunali, municipali e parlamentari».

l momento, appunto, circa un centinaio di persone non fanno più parte dei Cinque Stelle e il percorso di valutazione degli altri casi si dovrebbe risolvere in tempi rapidi. Intanto, i contrasti stanno crescendo anche sui territori. In Sardegna si è arrivati a uno scontro aperto tra i consiglieri regionali. Due esponenti (Carla Cuccu e Elena Fancello) hanno votato la mozione della Lega per il referendum per abrogare la parte proporzionale della legge elettorale nazionale, causando la reazione degli altri Cinque Stelle in Regione. La capogruppo Desirè Manca li ha attaccati per aver disatteso le direttive nazionali. A lei ha replicato Cuccu, accusando la consigliera di essere «giunta a rinnegare politicamente la bontà di uno strumento di democrazia diretta qual è quello referendario». E Cuccu ventila proprio l’intervento sia di Luigi Di Maio sia dei probiviri. Ma i litigi tra attivisti sono scoppiati — specie dopo il passaggio dal governo gialloverde a quello giallorosso — anche in altre Regioni, in particolar modo nel Lazio dove il gruppo è spaccato addirittura in tre «correnti». E proprio romano è Davide Barillari, uno dei principali promotori del gruppo degli scettici che lanciato l’idea di una nuova carta di Firenze (un punto di riferimento per temi e norme pentastellate) e di un cambio ai vertici. L’idea trova riscontri opposti. «Questo è il momento di compattarsi, lavorare per il bene del Paese e smettere di farsi guerre interne», ha detto venerdì la sindaca di Torino, Chiara Appendino (proprio ieri però, a testimonianza delle tensioni, i Cinque Stelle torinesi si sono divisi sulla costruzione di un «muro» di Jersey contro il suk degli abusivi).

La nuova Carta di Firenze, però, suscita anche l’interesse dei parlamentari. C’è chi come il senatore Mario Giarrusso afferma ad Affaritaliani che l’idea «è assolutamente condivisibile». E poi precisa: «io non ho partecipato all’iniziativa di Firenze e quindi la Carta non l’ho firmata, l’ho vista solo online, ma ne condivido lo spirito che è quello del M5s». La senatrice Elena Fattori, invece, prende le distanze dal progetto: «Non sono d’accordo con una serie di idee che ha Barillari, a partire dalla sua posizione No vax». Attriti, espulsioni, richieste che arrivano proprio nella settimana che precede la Kermesse Italia 5 Stelle, l’appuntamento annuale di ritrovo degli esponenti pentastellati. La manifestazione si terrà a Napoli sabato e domenica prossimi, a «inaugurarla», tra i primi appuntamenti un incontro alle 11 con i soci dell’Associazione Rousseau (Davide Casaleggio, Massimo Bugani, Enrica Sabatini e Pietro Dettori). Sul web si sono aperte le iscrizioni per partecipare ai vari incontri in calendario ma fino a ieri alcune aree tematiche avevano ancora numerosi posti liberi. A Napoli dovrebbe esserci anche Beppe Grillo, mentre probabilmente nel giorno conclusivo sul palco ci sarà (come già accaduto a Roma lo scorso anno) una staffetta tra il capo politico pentastellato. Di Maio e il premier Giuseppe Conte.

Corrieredellasera