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Sicilia, muore Tusa. La passione per Ustica e il suo mare

PALERMO, 11 MAR – Il suo amore per i fondali marini e quello per l’archeologia era riuscito a coniugarli nella sua attività di Soprintendente del mare. Anche per questo motivo Sebastiano Tusa, l’assessore regionale ai Beni Culturali morto nel disastro aereo di ieri in Etiopia, era particolarmente legato all’isola di Ustica. Tanto che dal 17 giugno scorso annoverava con grande piacere, tra i suoi innumerevoli impegni, la presidenza dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee fondata da Lucio Messina. L’istituzione riunisce le persone insignite ogni anno del Tridente d’Oro, il “Nobel del Mare” che, sin dal 1960, – anno in cui vennero premiati a Ustica, durante la seconda Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, anche Folco Quilici e Walt Disney – riconosce tutti coloro che valorizzano nel mondo, in diversi modi, la risorsa “mare”. Anche Sebastiano Tusa era un Tridente d’Oro, sin dal 2005, per le sue preziose ricerche di archeologia marina. Insieme a personaggi come l’esploratore Jacques-Ives Cousteau, gli apneisti Enzo Maiorca e Jacques Majol, l’astronauta e sub Scott Carpenter.

Sebastiano Tusa, amante del mare e delle isole, è stato docente di archeologia marina e primo Sovrintendente del mare della Regione Siciliana, istituto da lui sognato e creato. La sua sovrintendenza del mare è fondamentale nel campo della valorizzazione e della ricerca sui nostri mari e le nostre coste. Non è un caso che per anni, la Soprintendenza insieme all’Accademia, abbia curato la Rassegna internazionale per le attività subacquee di Ustica. La 60esima edizione, che si svolgerà quest’anno dal 2 al 7 luglio e alla quale Sebastiano Tusa stava lavorando con il suo consueto entusiasmo, sarà intitolata alla memoria dell’archeologo marino.

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