Salvini: «Con Di Maio non parlo più, Hanno montato la panna senza proposte»

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11630302-kXlC-U3050111216559r0C-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443«Ma scusa, su che cosa lavoriamo? C’è un testo, una bozza, un’idea? No? Niente? Andiamo bene». Matteo Salvini è al telefono con Giancarlo Giorgetti. Chiude la chiamata con un colpo di dito e scuote la testa: «Per ora, alle 17, nemmeno è prevista una riunione prima del Consiglio dei ministri. Ma è normale che loro abbiano montato tutta ‘sta panna e poi neanche abbiano una proposta?». «Loro» sono ovviamente i 5 Stelle, che nelle ultime 48 ore hanno messo a durissima prova il self control del vicepremier. La sortita di Di Maio da Vespa sul decreto fiscale che sarebbe stato modificato da mani misteriose è stata solo l’inizio, seguita da uno stillicidio di dichiarazioni (e fatti concreti) che han rischiato seriamente di compromettere l’esistenza del governo.

Dica la verità: è stato tentato di mandare tutto a monte?
«Ma no, ma no…».

Molti leghisti riferiscono che lei è andato a tanto così dal far saltare il banco.
«Io sono un pescatore, mio nonno mi ha insegnato che non si deve mollare mai. E poi, nei comizi tutti mi dicono la stessa cosa, “Matteo vai avanti, Matteo tieni duro…”».

 Ma l’idea per uscire da questo pasticcio quale è? Cosa uscirà dal Consiglio dei ministri di oggi?

«A me lo chiede? Guardi, il Consiglio in cui era stata approvata la bozza è andato così. Io ero nel mezzo e da una parte c’era il premier Conte che leggeva il decreto, dall’altra il vicepremier Di Maio che scriveva. E quel verbale esiste, è a Palazzo Chigi. E allora, i casi sono due: o qualcuno non ha capito, o qualcuno ha cambiato idea».

C’è anche una terza possibilità. Non pensa che i 5 stelle vogliano arrivare al loro appuntamento di domani al Circo Massimo dicendo di aver sventato il condono?
«Sì. E infatti se ne sono usciti Fico, Grillo… persino un sottosegretario che non ho il bene di conoscere come Dell’Orco. Un fenomeno: dice che Salvini deve farsi una ragione del fatto di non essere al governo con Berlusconi ».

È per questo che lei ha smesso di parlare con Di Maio?
«È così. Provi a considerare la scena. Noi facciamo riunioni su riunioni, arriviamo a saldi sostenibili, con grande lavoro mettiamo a punto il decreto e tutti lo approvano. A quel punto, io vado a Mosca al convegno di Confindustria. Addirittura, il povero Conte, un galantuomo a cui va tutta la mia stima, è a Bruxelles a difendere la manovra da quelli che ci vogliono male. Proprio nello stesso momento, c’è qualcuno che va in televisione a parlare di manine misteriose, a dire che sulla manovra c’è il trucco, che andrà in procura… Il problema è che intanto lo spread va a 340. Veda lei».

E così, i capigruppo leghisti Molinari e Romeo vogliono emendare il decreto Genova sulla parte che riguarda gli abusi edilizi a Ischia…
«E chi l’ha visto quel decreto? Per giunta, il mio capogruppo al Senato mi dice che i 5 Stelle hanno presentato 81 emendamenti al decreto sicurezza. Ottantuno. Ma che cosa sono, all’opposizione? Qualcuno ci può stare, mi pare che una dozzina fossero concordati. Ma ottantuno?».

Il ministro Fraccaro ha detto che saranno 81 buone idee…
«Fantastico… Fraccaro ha anche detto che bisogna fermare il tunnel del Brennero. E allora, dato che il tunnel è quasi a metà, che facciamo? Lasciamo un bel buco?».

Resta un problema non piccolo: come si riscriverà il decreto nella parte sul condono?
«In confidenza: ma a me che mi frega del condono? Io non sono stato eletto per fare il condono, mi creda. Io oggi avrei dovuto essere alla Coldiretti. E poi avrei dovuto vedere mia figlia. Vorrà dire che la caricherò sull’aereo e me la porterò a Roma. Ci andrei anche a piedi, se potesse essere utile agli italiani. E il decreto possiamo riscriverlo da zero. Buttarlo e riscriverlo. Ma passare per scemo, questo no».

Sicuro che il governo reggerà?
«Ma secondo lei, io faccio cadere il governo per il condono? Io continuo a sperare di lavorare per l’Italia nei prossimi 5 anni. Ho conosciuto Di Maio come persona corretta e coerente , lui era seduto di fianco a me quando il decreto è stato approvato. Io non ho parlato. Ora, che cosa dovremmo fare? Lo dicano loro. A meno ch non siano altri che vogliono far cadere il governo. Noi, a partire dall’Europa, abbiamo tutti contro. Se vogliamo dare questa soddisfazione…».

Corrieredellasera

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