Capitano Ultimo, revocata la scorta

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4322.0.45737583-kKcG-U3020692135820h8H-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Quest’anno non sarà come gli altri. Il ricordo dell’omicidio del generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo coincide con la revoca della tutela da parte del ministero dell’Interno (un’auto non blindata e un operatore) al colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, protagonista della cattura di Totò Riina quando era al comando del disciolto gruppo speciale Crimor. Ieri l’ufficiale dell’Arma ha protestato pubblicamente contro questa decisione con una serie di tweet, parlando esplicitamente di «mobbing di Stato». «I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire – ha scritto fra l’altro Ultimo – Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No abbandono, no omertà, no mobbing di Stato».

 Stasera De Caprio ricorderà con questo stato d’animo il 36° anniversario dell’eccidio di Palermo nella Casa famiglia dell’Associazione volontari Capitano Ultimo in via della Tenuta della Mistica, a Torre Spaccata. «Una cerimonia semplice, una preghiera e un brindisi di speranza e di ringraziamento», spiegano dall’associazione. Fra le persone che prenderanno parte all’iniziativa anche la figlia del generale, Rita Dalla Chiesa, che nei giorni scorsi ha rivelato la decisione della revoca della protezione all’ufficiale dell’Arma. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto che avrebbe chiesto «informazioni per capirne di più».

«Ricordare l’assassinio del generale Dalla Chiesa non significa soltanto ricordare la sua figura, la sua persecuzione, la delegittimazione di cui fu vittima – aggiungono dall’associazione -, ma significa anche continuare a combattere, resistere, sognare, amare. “È la resistenza”, come afferma il capitano Ultimo, “contro quelli che opprimono, che calpestano la dignità di un popolo, delle nostre famiglie, dei carabinieri, di chi lavora per un pezzo di pane”».

Alla cerimonia ci saranno anche «famiglie, carabinieri ed ex carabinieri, le crocerossine, persone semplici, migranti e gli ospiti della casa famiglia alla Mistica. Una serata di ricordo che, nelle parole di Ultimo è anche “lotta coi denti, rabbia per resistere. Una serata per la dignità, per non dimenticare una legalità fatta di lotta e di sacrificio, con i carabinieri di sempre”». Sulla questione della tutela revocata, De Caprio ha ringraziato gli oltre diecimila firmatari della petizione promossa sulla piattaforma change.org per chiederne il mantenimento. Quella di oggi secondo Ultimo sarà «una serata per ricordare l’esempio di un combattente abbandonato nella lotta alla mafia, lontano dai palazzi del potere, con la gente umile, con le famiglia.

Lunedì 3 settembre, in tarda mattinata, arriva il commento del sottosegretario all’Interno Stefano Candiani che da Palermo – a margine della commemorazione per la morte di Carlo Alberto Dalla Chiesa – ha detto: «Ci sono circostanze che sono valutate sia a livello centrale sia locale. Quel che è certo è che lo Stato non abbandona nessuno».

Corrieredellasera