03192019FREEDOM FLASH:


Bambina romana muore nelle Filippine dopo contatto con una medusa

175217086-91302130-0988-432c-a56b-f3069453aed1Una bambina romana di 7 anni, Gaia Trimarchi, è morta durante una vacanza nelle Filippine dopo dopo essere venuta a contatto con una medusa durante un bagno in mare.
La madre della piccola ha raccontato che la Gaia, vincitrice di medaglie in competizioni di nuoto in Italia, lo scorso 26 luglio era in acqua nei pressi dell’isola Sabitang Laya, quando ha lanciato un urlo di dolore. La donna, che era in vacanza con il fratello, la cognata, il nipote e l’allenatore di nuoto della bambina, ha detto di aver visto la gamba della bambina diventare rapidamente di colore viola. Una reazione allergica provocata probabilmente dal contatto con una cubomedusa. Stando a quanto riferito, non c’erano kit di primo soccorso sulla barca che stava portando in tour la famiglia, e il trasporto in ospedale ha richiesto 30 minuti di navigazione e altri 10 dalla spiaggia alla struttura. Un tempo troppo lungo: al suo arrivo al pronto soccorso Gaia è stata dichiarata morta a causa di una grave reazione allergica.

Secondo quanto riferito dall’edizione filippina della Cnn, alla bimba è stata subita applicata della benzina sulla gamba, come antidoto, nel tentativo di darle sollievo ma c’è voluto molto tempo prima di riuscire a raggiungere l’ospedale. Nonostante la struttura fosse stata allertata e fossero stati preparati medicinali, si legge sulla Abs-Cbn News, i medici non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso. “Le sue pupille erano dilatate, non c’erano segni vitali”, ha spiegato la dottoressa Minerva Aguirre, aggiungendo che un’altra bimba di 6 anni è morta nella stessa zona una settimana fa.

Per la madre, la figlia si sarebbe potuta salvare se i turisti fossero stati avvisati del pericolo meduse che si correva a fare il bagno in quell’area e se ci fosse stato il kit del pronto soccorso in barca. “Non c’erano segnali di avvertimento, i marinai non ci avevano detto nulla di questo”, ha accusato. Il comandante dell’imbarcazione che li ha portati a fare il giro delle isole quel giorno si è difeso sostenendo che “avevano detto che sarebbero rimasti solo 15 minuti, non pensavo che sarebbero andati a fare il bagno ma solo a scattare delle foto”.

“Nei mari tropicali ci sono meduse molte pericolose, dalla tossicità elevatissima, in grado di scatenare reazioni violentissime. Penso alla Caravella portoghese, molto diffusa in Australia”, o alla medusa scatola. “Si tratta di organismi marini che possono provocare uno shock anafilattico: il paziente andrebbe trattato rapidamente con adrenalina”, ha spiegato all’Adnkronos Salute Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’emergenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Bisogna anche dire però che per fortuna queste specie pericolosissime fino ad ora non sono state segnalate nei nostri mari. Diverso è il caso australiano, dove si sono registrate nel corso degli anni diverse vittime, tanto che sulle spiagge ci sono i cartelli che segnalano il pericolo – aggiunge il pediatra – Fra le reazioni alle meduse dei nostri mari non sono segnalati casi di mortalità, ma certo l’incontro può essere davvero molto doloroso”.

Come procedere in caso di puntura? “La prima cosa da fare è utilizzare una carta di credito o un coltellino per raschiare via le particelle caustiche rimaste sulla pelle – raccomanda Reale – Poi è bene lavare accuratamente la parte con acqua dolce o salata. Inutile, invece, l’uso di sabbia calda o di ammoniaca. La sostanza più efficace per le punture di meduse è il cloruro d’alluminio al 5%: ha infatti una doppia azione, vasocostrittrice e antidolorifica. Dunque dopo un contatto ravvicinato un gel al cloruro d’alluminio aiuterà a superare il dolore”, conclude.

Repubblica

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