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Paternò, l’appello di Ciatto alla Sinistra: “Si unisca e riparta”

Giancarlo Ciatto, ex consigliere comunale a Paternò e attuale membro di "Art1 MDP"

Giancarlo Ciatto, ex consigliere comunale a Paternò e attuale membro di “Art1 MDP”

Egregio Direttore, 

Scrivo queste parole consapevole del fatto che domani potranno essere fraintese, male interpretate, addirittura strumentalizzate. La nostra città è totalmente al collasso, da tutti i punti di vista. Elencare le motivazioni del collasso sarebbe, a parer mio, ridondante. Questa mia  è una lettera aperta al sindaco Nino Naso. Sfrutti la sua popolarità (che pian piano va esaurendosi),  non per presenziare, bensì per contare. Trasformi la sua popolarità in autorevolezza. Azzeri totalmente la sua giunta, non si faccia tirare per la giacca da nessuno: né da Destra né da quello scampo di PD che la sostiene. Non tenga per sé tutte le deleghe più importanti. Nomini una Giunta composta dalle migliori e più influenti personalità della città, che non abbiano un legame effettivo e recente con alcun partito politico. Azzeri la logica delle clientele di Palazzo, sindaco, che anche lei sta elargendo tra i suoi amici nella burocrazia. Poi vada in consiglio comunale e dica con chiarezza alcune chiari e semplici parole: 

– Dichiarazione dello squilibrio finanziario (così come tanti suoi colleghi in altri Comuni hanno fatto con grande consenso) al fine di risanare l’Ente e far ripartire la città;
– Azzeramento di tutte le posizioni nella burocrazia, in principale modo di quelle da lei recentemente nominate. Creazione di un task force per verificare quante risorse, nella ipertrofica macchina comunale, siano male utilizzate. Impiegarle, soprattutto, nel rafforzamento amministrativo del corpo dei Vigili Urbani in modo da consentire una maggiore presenza del corpo nel controllo del territorio; 
– Creazione di una task force composta dalla migliori professionalità della città (gratuita) che consenta di sboccare la vicenda urbanistica. Con la finalità di creare una pianificazione urbanistica degna di questo nome, soprattutto in relazione al centro storico ed alla ricucitura della periferia (Scala Vecchia, ecc.) con il centro urbano; 
– Preparare una gara sui rifiuti degna di questo nome, evitando l’utilizzo improprio di ordinanze e “gare ponte”.

Faccia tutto questo, signor sindaco, se non vuole passare alla storia (la storia prima o poi chiede il conto) come il sindaco delle feste, dei matrimoni, dei funerali, ecc. Soprattutto se non vuole essere travolto dalla storia, così come è avvenuto per altri. 

E parlo anche alla “mia” sinistra, a quella sinistra che ho sempre avuto in mente. A questa dico con grandissima umiltà di unirsi, dimenticando le diatribe del passato; di ricostruire un fronte culturale e politico; di restare fuori da qualsivoglia logica istituzionale; di occuparsi di una città morente in milioni di modi diversi. Accogliendo qualsiasi cosa sia fatta per lo sviluppo della nostra comunità e opponendosi, laddove giusto e necessario. Paternò, oggi più che mai, ha bisogno di punti di riferimento. Pena l’estinzione.

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