06212018FREEDOM FLASH:


Le Comunali certificano il flop del Pd e del M5S

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Lo stato di salute dei principali partiti

A bocca asciutta è rimasto il Movimento Cinque Stelle che è riuscito a conquistare un posto per il ballottaggio solo a Terni, Avellino e Ragusa, l’unica città che già governava e dove parte leggermente in vantaggio. Non aveva candidati propri né a Siena né a Vicenza e continua a faticare nei capoluoghi delle Regioni del Nord dove non supera mai il 10%, mentre in molte città del Sud è il primo partito ma con cifre ben lontane da quelle ottenute alle Politiche del 4 marzo scorso. Solo a Ragusa va oltre il 20%. Non va meglio al Pd che, fatte salvo Brescia e Ancona, non supera mai il 30% e alcune in molte città delle storiche ‘Regioni rosse’ è sotto il 20%. In altre è addirittura esclusa dal ballottaggio (Imperia, Terni, Viterbo, Messina e Siracusa). La lista del Pd è sotto la soglia critica del 10% a Sondrio (8), Imperia (9,7), Teramo (8,6), Viterbo (8), Ragusa (8), mentre a Trapani e Catania il simbolo non compare neppure sulle schede elettorali. Per quanto riguarda il centrodestra il partito più in salute resta la Lega di Matteo Salvini che cresce nel Lombardo-Veneto ed è primo partito a Terni (29%) e Pisa (24%). Fa, invece, ancora molta fatica a radicarsi al Sud, soprattutto in Puglia e Sicilia. Ma vediamo, ora, nel dettaglio il risultato nei singoli capoluoghi.

Le sfide del Nord-Italia

Treviso e Vicenza vince il centrodestra al primo turno. Nella città dell’ex sindaco Gentilini la Lega è al 19,7%, il Pd al 16,5% (era al 23 cinque anni fa) e il M5S al 4%. A Vicenza, invece, il Pd resta il primo partito 23,8%, segue la Lega col 16% (ma lista civica del candidato Ruocco al 24%), mentre i pentastellati non hanno presentato alcun candidato.

In Lombardia il Pd vince al primo turno a Brescia dove è primo partito con quasi il 35% e cresce di 7 punti rispetto a cinque anni fa. La Lega, invece, è il primo partito nel centrodestra col 24%, mentre il M5S si ferma al 5,5%. A Sondrio il candidato del centrosinistra insegue quello del centrodestra di 10 punti e il Pd non va oltre l’8%. (era al 15% nel 2013). La Lega è il primo partito della città col 15% mentre i pentastellati si fermano al 3%. Ad Imperia la sfida al ballottaggio sarà tra l’ex ministro Claudio Scajola, arrivato primo col 35%, e il candidato di centrodestra che ha ottenuto il 28,7%. In terza posizione si classifica il candidato del centrosinistra con il 23% e il Pd si ferma al 9,7%. Un risultato che sorprende perché nel 2013 i dem erano al 16% e il loro candidato vinse al ballottaggio col 76%. Forza Italia è il primo partito di centrodestra al 9%, seguita dalla Lega al 7%. La lista più votata è quella di Scajola al 15%, mentre il M5s si ferma al 6%.

Le sfide del Centro-Italia

In Toscana a Siena e Massa è avanti il Pd, a Pisa il centrodestra. Nella città del Monte dei Paschi la lista dell’ex sindaco Piccini è prima col 19,7%, segue il Pd col 18,3%, e la Lega col 9%, mentre il M5s è assente. Cinque anni fa il Pd aveva il 25% dei consensi e vinse al ballottaggio per soli 4 punti percentuali. A Massa i dem sono al 16,6% (erano al 23,8% nel 2013). Il M5S è al 13% ma è fuori dal ballottaggio sebbene governi la vicina Carrara. La Lega non va oltre il 10%, mentre, con il 24,7%, diventa il primo partito a Pisa, superando di poco il Pd, fermo al 23,7% (era al 38,6% nel 2013). I pentastellati ottengono il 9%.

Terni è avanti il centrodestra e il primo partito della città è la Lega col 29%, seguito dal M5S al 24,4% e da un Pd ridotto a un misero 12,5% ed escluso dal ballottaggio. Cinque anni fa i democratici erano al 30%. Ancona è l’unico capoluogo dove il Pd cresce (+4% rispetto al 2013), ottenendo il 30% e portando la candidata del centrosinistra al ballottaggio in prima posizione. Immediatamente dietro c’è il M5S col 16% (ma è escluso dal ballottaggio) e la Lega al 12,3%. A Teramo è avanti il candidato del centrodestra col 35% ma la Lega sta è al 6% dietro Fi e FdI. Il primo partito è il M5S che ottiene il 13% ma non accede al secondo turno. Il Pd, invece, è all’8,6% (nel 2013 aveva il doppio dei voti) anche se la coalizione è al 21%. A Viterbo è avanti il candidato del centrodestra col 40% ma all’interno della coalizione la Lega ottiene solo il 12,5% ed è superata sia da Forza Italia sia da FdI. Il candidato del Pd si posiziona quarto, dietro a due candidati civici e il partito, che per gli ultimi cinque anni ha governato la città, si ferma all’8% (nel 2013 aveva preso il 20%). Il M5S raccoglie solo il 6%.

I risultati al Sud e in Sicilia

Ad Avellino è avanti il centrosinistra e il Pd è primo partito della città col 16,6%. Al ballottaggio va il candidato del M5s che, come lista, ottiene il 14%. Arriva solo quarto il candidato del centrodestra col 10%. A Brindisi, invece, è in vantaggio il centrodestra col 34,6% ma si presenta diviso e il candidato di FdI e Lega è terzo col 18%. I salviniani brindisini sono al 5%, dietro a FdI al 6%. Primo partito della città si conferma il M5S al 17,6% ma il loro candidato è escluso dal ballottaggio pur avendo preso il 21%. Al secondo turno passa, col 23%, l’esponente del centrosinistra e il Pd è al 9,7%. A Barletta ha vinto il candidato ufficiale del centrodestra al primo turno, mentre la Lega che, correva da sola, ha preso un misero 4%. Il primo partito della città è il M5s col 14% e il suo candidato si è classificato secondo col 18%, mentre quello del centrosinistra si è fermato al 13% (col Pd all’11%).

Trapani il centrosinistra ottiene una vittoria storica e schiacciante (71%), ma il simbolo del Pd non compare all’interno della coalizione. Il M5S arriva terzo col 12%, superato di poco dal candidato forzista (12,7%). Inesistente la Lega, ferma al 2%. A Catania la vittoria va al primo turno al candidato del centrodestra che batte 52 a 26 il sindaco uscente Enzo Bianco che si è presentato con una coalizione dove non compare il simbolo del Pd. Solo terzo il candidato del M5S anche se la lista è la prima forza della città col 13%. A Ragusa il M5S, che ha guidato la città negli ultimi cinque anni, va al ballottaggio col 22,5%, superando di poco più di un punto il candidato di FdI. Divisa e frastagliata anche la sinistra con il candidato del Pd che si posiziona quinto e il partito che prende solo l’8%, a fronte di un 12% ottenuto nel 2013. A Messina il ballottaggio sarà una sfida tutta a destra con il candidato unitario del centrodestra al 28% e il consigliere regionale “ribelle” Cateno De Luca al 19,5%. Fuori dal secondo turno il candidato del centrosinistra che si ferma al 18,2% e dietro di lui, col 14%, si posiziona il sindaco uscente di sinistra radicale, Renato Accorinti. Penultimo è il grillino che ottiene il 13,4% anche se la lista del M5S è la prima forza della città col 9,9%. Il Pd, invece, si ferma al 6%. A Siracusa è avanti il candidato del centrodestra col 37%, seguito dal ‘civico’ Francesco Italia che, prendendo il 18,4% dei voti ha superato il candidato del M5S fermo al 16%. Quarto, con il 13%, è arrivato l’esponente del centrosinistra, mentre il candidato della Lega ha ottenuto solamente l’1,3%. IlGiornale

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