10202018FREEDOM FLASH:


Migranti, Salvini chiude i porti. Scontro con Malta

52f5397b6a7f4493e6cf2f98b1ab4ad6-kcyF-U43500512514857sK-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Il Viminale non autorizzerà l’ingresso in un porto italiano della nave Aquarius, che si trova in navigazione nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo. L’imbarcazione si trova a 43 miglia da Malta e il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera urgente alle autorità de La Valletta proprio per comunicare che quello è il «porto più sicuro», dunque spetta a loro concedere il via libera all’attracco.

La riposta di Malta si fa attendere solo poche ore. «Il recupero della nave Aquarius «è avvenuto nell’area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma. Malta non è l’autorità di coordinamento e non ha competenze su questo caso» afferma un portavoce del governo maltese. La Valletta respinge dunque la possibilità di accogliere Aquarius con il suo carico di migranti ma il premier maltese Muscat prova a disinnescare la tensione con l’Italia. «Malta – ha detto in una intervista radiofonica – intende costruire buone relazioni con l’Italia, nella convinzione che gli interessi di Roma e La Valletta siano simili». « Il mio paese – ha proseguito- ha sempre agito in accordo con le regole internazionali sull’immigrazione e lo dimostrano fatti documentati. Per La Valletta, la priorità resta quella di salvare le vite dei migranti ma è importante che regole e convenzioni internazionali sul salvataggio vengano seguite da tutti»

Sulla posizione dell’Italia interviene, dopo ore di tensione con Malta, anche l’Onu. «Il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo» dice la portavoce dell’Unchr per i rifugiati per il sud Europa Carlotta Sami.

La decisione italiana segna la linea anticipata dal ministro Salvini e che si è deciso di mettere subito in pratica. Appena dopo il suo insediamento, e ancora ieri, il titolare del Viminale aveva ribadito che sarebbe stato impedito alle Ong «di continuare svolgere il ruolo di taxi del mare». E adesso la scelta di non indicare un porto italiano apre ufficialmente il contenzioso con Malta. A bordo ci sono migranti partiti dalla Libia e soccorsi in varie operazioni nel corso della notte. Tra loro 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

Corriere.it

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