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Catania, Aggressione sull’A2: arrestati ultrà del Catania Calcio

La Polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo di ultras del Catania che il 29 aprile scorso, durante la trasferta a Matera, ha aggredito inermi cittadini agli imbarcaderi di Messina e dato fuoco con un fumogeno dopo averla inseguita sull’autostrada A2, a un auto i cui occupanti erano stati erroneamente scambiati per tifosi del Siracusa e che sono stati anche picchiati e rapinati vicino alla stazione ferrovia di Lamezia Terme. L’assalto degli ultras è stato interrotto dall’intervento di un operatore Polfer e da altri poliziotti giunto immediatamente in aiuto. I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di materiale esplodente.

++ Aggressione a cittadini, arrestati ultras Catania ++

Sono venti gli ultras del Catania raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Lamezia Terme nell’ambito dell’inchiesta ‘Tifo selvaggio’ su indagini della Digos di Catanzaro e del capoluogo etneo. Uno di loro era stato fermato subito dopo l’aggressione dalla polizia in Calabria. Diciotto ultras sono stati arrestati a Catania e un altro dalla Digos di Enna.  C’è un ventunesimo indagato nell’inchiesta ‘Tifo selvaggio’: è un ragazzo non ancora maggiorenne la cui posizione è stata stralciata perché di competenza della Procura per i minorenni. I venti arrestati sono: Carmelo Giuseppe Murabito, Salvatore Marco Balistreri, Vincenzo Lombardo, Tommaso Davide Viscuso, Giovanni Antinio D’Agosta, Matteo D’Agosta, Orazio Motta, Benito Pasturi, Angelo Condorelli, Gianluca La Farina, Orazio Angelo Tabuso, Simone Scarcella, Daniele D’Arrigo, Giovanni Manganaro, Damiano Nicolosi, Mirko Gallo, Luca Razza, Rosaria Calarco e Luca Spampinato. A Luca Razza, 35 anni, è contestato anche il tentativo di omicidio perché ha cercato di travolgere con un automezzo un agente della polizia ferroviaria intervenuto per primo in soccorso delle vittime dell’aggressione, sparando in aria colpi di pistola a scopo intimidatorio.

Le vittime dell’assalto in autostrada sono quattro docenti reggini che dovevano raggiungere l’universita’ della Calabria. Tra di loro anche un portatore di handicap. Il gruppo di ultras avrebbe scambiato i docenti per tifosi ‘nemici’ siracusani, forse per una maglia bianco-celeste indossata da uno degli occupanti della vettura. Una volta bloccata la macchina dei docenti, i catanesi avrebbero iniziato le violenze, circondando l’auto fino a provocare un principio di incendio dopo avere buttato all’interno un fumogeno. Solo la reazione del poliziotto della Polfer avrebbe evitato il peggio. Alle ventuno persone coinvolte nell’indagine è stato anche notificato il Daspo emesso dal questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco, che ha parlato di “violenza inaudita” per periodi compresi fra i sei per tutti, tranne per quattro recidivi che è di otto anni. Per il Procuratore Salvatore Curcio è stata una “situazione barbarica e premeditata”, ma “la risposta dello Stato e della Polizia è stata repentina nell’individuare subito i responsabili dell’aggressione e nel porre in essere le giuste misure”. Il procuratore e il questore hanno espresso “forti perplessità” sui sistemi di videosorveglianza nella zona, che sarebbero pochi e inadeguati. Ansa

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