Regionali in Sicilia, Berlusconi prepara la riscossa del Centrodestra

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Silvio Berlusconi prepara l’offensiva siciliana. Chiusa la partita dei referendum per l’autonomia, Forza Italia lavora per battere un colpo importante nell’isola e tirare la volata di Nello Musumeci verso Palazzo dei Normanni.

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia

C’è la necessità di riequilibrare l’asse della coalizione dopo il punto fatto segnare dalla Lega domenica scorsa e proiettarsi con un buon risultato verso il braccio di ferro per la definizione dei candidati nei collegi previsti dalla nuova legge elettorale. Ma anche continuare l’offensiva per restituire visibilità a Forza Italia e far tornare gli elettori a identificarsi nel loro leader.

Berlusconi è convinto che esista un grande potenziale elettorale ancora attaccabile, sia possibile portare il partito al 25% e con il sostegno di liste a supporto e degli alleati Lega e Fratelli d’Italia consegnare il governo al centrodestra, raggiungendo quella maggioranza parlamentare che molti reputano una sorta di traguardo impossibile. Ieri la supermedia dei sondaggi riportata da Youtrend continuava a registrare l’ottima salute della coalizione giunta a un 33,6% di aggregato, un dato record per questo 2017. Un livello di consenso figlio della buona percentuale di Forza Italia, che si è rimessa al centro dei giochi con il Rosatellum e con la presa di posizione di Berlusconi sul caso Bankitalia. Non a caso il partito azzurro è risalito al 14% a fronte del 14,8 della Lega.

Gli ultimi giorni di campagna elettorale siciliana a questo punto si annunciano infuocati. Berlusconi sarà mercoledì a Palermo (prima farà una serie di interviste televisive con le tv locali) mentre non andrà a Catania, città dove Musumeci è già fortissimo. Il presidente di Forza Italia, in base ai sondaggi pubblicati da Repubblica Palermo, è il leader nazionale più amato in Sicilia, con un indice di gradimento pari a 38, contro il 33 di Matteo Salvini e Beppe Grillo. E l’ovazione che nel marzo dello scorso anno gli riservò il Teatro Politeama è ancora stampata nella sua memoria.

In questo fine settimana nell’isola ci sarà un traffico intenso di leader nazionali. Ieri è sbarcata Giorgia Meloni, prima a Messina e poi a Barcellona Pozzo di Gotto. Oggi arriverà Matteo Renzi. Una visita mordi e fuggi per portare il proprio sostegno a Fabrizio Micari, così da spegnere la polemica sulla sua assenza da una competizione che si annuncia in salita per il Pd.

Domani e domenica toccherà a Beppe Grillo che prima sarà a Catania e poi a Palermo, il tutto preceduto da una passeggiata di 10 chilometri in provincia. Con lui Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Arriverà domenica e si tratterrà per quasi tutta la settimana Matteo Salvini. Inizierà il suo tour con una manifestazione in un albergo palermitano poi andrà in treno da Trapani fino a Ragusa per denunciare le drammatiche condizioni delle ferrovie in Sicilia e incontrare i cittadini lungo il percorso. Salvini intende lanciare una sorta di fase due della Lega che presto non sarà più «Nord». Il leader del Carroccio alle Politiche si giocherà la carta del leader «nazionale». E il voto del 5 novembre, in questo senso, rappresenta un banco di prova importantissimo. IlGiornale

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