Paternò, la risposta di Bottino: “Nessun potere per fermare Mangano”. Al direttore Di Bella: “Il suo interesse va oltre il ruolo di giornalista”

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Il presidente del consiglio comunale di Paternò, Laura Bottino (Foto F. Magrì)

Il presidente del consiglio comunale di Paternò, Laura Bottino (Foto F. Magrì)

CLICCA E LEGGI LE TRE DOMANDE AL CANDIDATO SINDACO LAURA BOTTINO. GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE LA CONTROREPLICA DEL DIRETTORE ANDREA DI BELLA

Egregio Direttore, 

quando lei mi rivolse per la prima volta le sue domande con una lettera aperta avevo pensato, e nonostante tutto continuo a pensare, che Lei stesse svolgendo in pieno il ruolo di giornalista senza scendere nell’agone politico. Le sue stimolanti domande, scorrette nelle premesse e nelle conclusioni, erano e sono tuttavia legittime. Non ho mai pensato che lei fosse “un piccolo ed insignificante giornalista della città”, ho sempre avuto rispetto del suo lavoro e stima della sua persona. Stima che rimane immutata. Noto con profondo dispiacere che il suo interesse va oltre il ruolo di giornalista. Lei reitera la richiesta in modo non proprio ortodosso di una mia risposta alle sue domande, volendo alludere al fatto che io non le risponda perché in difficoltà. Sento il bisogno di tranquillizzarla e di dirle che cosi non è: impegni personali, pubblici e privati, lontani dalle “sanitarie clientele”, mi hanno impedito di rispondere prima.

Le risposte. Lei afferma che sarebbe opportuno che io spiegassi alla città, in quanto presidente del Consiglio Comunale, quali atti sono stati posti in essere affinché il Consiglio Comunale fermasse questo scempio perpetrato dall’Amministrazione Mangano. Le sue domande sono sbagliate in punto di diritto e in punto di fatto. Il presidente del Consiglio Comunale non rappresenta politicamente il Consiglio Comunale, non ne dirige e determina le scelte politiche, non ne guida e controlla l’operato, non determina la formazione di una maggioranza o di una minoranza né rispetto all’Amministrazione né rispetto a singoli atti. Il presidente rappresenta solo istituzionalmente il Consiglio stesso, ne guida i lavori, garantisce lo svolgimento democratico delle sedute e le prerogative di ogni singolo consigliere.

Le sue domande sono sbagliate in punto di fatto perché è vero che il presidente del Consiglio è la seconda carica istituzionale della città e come tale può assumere posizioni politiche. Ed è proprio qui che lei sbaglia clamorosamente, perché le mie posizioni politiche – che possono essere anche rintracciate da ogni singolo cittadino in atti formalmente depositati – sono state chiare, pubbliche, precise e coerenti. Ho denunciato passo dopo passo con forza e a testa alta lo scempio che l’attuale sindaco stava compiendo ai danni della città anche con riferimento alle questioni da lei sollevate. Mi sono fermamente opposta depositando, caso unico nella storia dei presidenti del Consiglio di questo Comune, proposte di delibera, interrogazioni, mozioni, votando anche la mozione di sfiducia al sindaco.

Non ho abusato, come altri miei predecessori al fine di ottenere qualcosa in cambio, del mio potere di mettere o meno all’ordine del giorno una delibera, ritenendo questa pratica immorale e antidemocratica. Lei dimentica che io ho abbandonato le fila della maggioranza, i luoghi del potere, nonostante le diverse sollecitazioni provenienti da diversi deputati regionali, perché la mia unica stella polare è la città con i suoi bisogni. Mentre continuo a vedere, ieri come oggi, schiere di politicanti locali alla corte di politici palermitani. Infine, se con le sue domande Lei voleva sostenere che tutto questo mio sforzo non ha impedito il malgoverno del sindaco Mangano e della sua Amministrazione, sarebbe come volere accusare l’opposizione consiliare di non essere riuscita nello stesso scopo solo perché non aveva i numeri. Se non ho lasciato la carica di presidente del Consiglio l’ho fatto solo ed esclusivamente per continuare ad esercitare il mio ruolo di opposizione e di controllo, cercando di evitare di lasciare il sindaco libero di agire con conseguenze ben più gravi. E ritengo di essere moralmente e politicamente  in grado di candidarmi alla guida della mia città, che ho amato e continuerò ad amare. Laura Bottino