Paternò, Rinina: “Entro settembre un tavolo politico del centrodestra”

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RININATasse sui redditi, tasse sulla casa, tasse sui terreni. Questa amministrazione ha fatto bene o male?
Quando un’amministrazione decide di aumentare le tasse è compito di quest’ultima spiegare in modo chiaro ai cittadini il perché. La tassa, di contro, deve produrre dei servizi tangibili alla collettività. Questa amministrazione ha deluso, e credo che l’Imu al massimo e l’addizionale Irpef danno una prospettiva della gestione della cosa pubblica non bella. Un’amministrazione che non riesce a garantire quasi quasi nemmeno il cambio di una lampadina. L’Ente Comune dev’essere trattato come un’azienda. E’ inammissibile vedere degli impiegati che non producono. C’è un’assenza totale. O sei un imprenditore delle istituzioni, oppure non può andare. Le decurtazioni nazionali e regionali hanno inciso fortemente, ma non esiste programmazione economica. Il risultato odierno è dovuto a questo.

Quali possibili soluzioni?
Bisogna abbassare la tassazione. Parlo di Tosap, oneri di urbanizzazione, il percorso sul Prg va affrontato e concluso. C’è bisogno di speranza. Una cosa che ho sempre detto è che mentre le città a noi limitrofe si dedicano alla bioedilizia ed alle energie alternative, noi abbiamo generazioni che si spostano dalla nostra città perché non ha servizi. Non ascoltiamo più i giovani. Se i paternesi decidono di andare ad abitare a Belpasso o a Licodia, perché lo fanno? Si sentono insicuri.

Il sindaco ha dichiarato che la città, da quando la amministra lui, è più sicura e più pulita.
La mediocrità non può essere un punto di eccellenza: chi a scuola ottiene un cinque o un sei, non è il più bravo. Mangano vinse le elezioni dando delle false speranze a chi lo sosteneva e a chi lo votò. I risultati ottenuti sono molto parziali rispetto a ciò che era stato annunciato. La gente vuole la normalità, amministrare non è facile. Con il sindaco hanno vinto diciotto consiglieri comunali, tutti di buoni propositi. Nessuno ha impedito loro di dare un contributo. Hanno anche il governo regionale dalla loro parte, anche sull’ospedale la deputazione del Pd è venuta qui a fare sfilata. Non arriva un finanziamento, però. Qui c’è in ballo l’incapacità di sapere interloquire con i livelli superiori della politica. E l’incapacità parte dal sindaco fino ad arrivare all’ultimo dei consiglieri comunali eletti con lui. In città non ci sono e non ci sono nemmeno i consiglieri battezzati da un miracolo divino-elettorale. Le colpe sono di tutta la sua compagine, che affronta le tematiche sempre dal punto di vista emergenziale. Possibile che Paternò sia in continua emergenza? Non è produttivo. Io credo che dovremmo governare a medio e lungo termine. L’agricoltura, per esempio. In seconda commissione stiamo lavorando su molte interessanti proposte.

Per il rilancio economico?
Stiamo lavorando ad alcuni progetti. Uno su tutti il lancio del centro commerciale nel centro città. C’è troppa presunzione, tutti hanno la convinzione di saper fare tutto. Il dialogo è la base di ogni cosa. Dovremmo aprirci alla città, ai professionisti, sotto forma di confronto e di aiuto reciproco.

Fino a qualche tempo fa la sua posizione non è stata tra le più chiare, in consiglio comunale. Atteggiamenti politici un po’ ambigui ed anche posizioni personali non del tutto decifrabili. Le risulta tutto questo?
E’ giusto fare chiarezza. La mia posizione è sempre stata nella metà campo del centrodestra che deve produrre un’alternativa. In alcuni frangenti, è vero, ho personalmente e talvolta insieme ad altri espresso posizioni collaborazioniste per un solo motivo: fare fronte al grido di aiuto della città che chiede risposte. Il bene collettivo viene prima delle tessere di partito e delle simpatie. Non c’è una sola tassa che io abbia votato. C’è il bilancio condiviso, a cui io ed altri abbiamo dato parere favorevole perché all’interno erano presenti diversi emendamenti ai quali avevo anche personalmente lavorato: manutenzioni per le strade, farmaci per gli indigenti, bambinopoli. Abbiamo dato il nostro contributo e non vogliamo sfasciare tutto a tutti i costi. Non siamo quelli che abbandonavano l’aula come nella scorsa legislatura per far cadere il numero. Noi vogliamo dire la nostra ed incidere. Credo di appartenere ad un centrodestra responsabile, ed anche di non dover dire grazie a questa amministrazione. Mettere in discussione la sistemazione di una strada, il cimitero, la caldaia di una scuola, contribuire alla firma di un decreto che porterà 2milioni di euro per il ripristino del palazzo di Parco del Sole, sono temi su cui non si può disertare. Io sono per la città, al di là di propone.

Prima parlava di città. In questo momento storico preciso, per costruire una alternativa valida, crede sia arrivato il momento per mettere le basi a che si possa arrivare pronti e preparati al prossimo appuntamento elettorale?
La città ha votato Mauro Mangano. Mangano non è stato in grado di dare speranza alla cittadinanza e merita di essere sostituito. E’ giunto il momento di creare l’alternativa di centrodestra, con le persone valide e presenti. Fare politica significa farla tutti i giorni, e non solo ricoprendo ruoli istituzionali. Puoi viverla anche attraverso forme diverse. A volte viene macchiata dalla definizione “società civile”. Una società civile finta, mi permetto di dire, che annovera al suo interno anche personaggi politici che hanno fatto storia, che hanno cambiato tutti i partiti e che tentano di riciclarsi anche attraverso le associazioni. La politica va fatta nei partiti. Utilizzare la definizione “società civile” per nascondersi dietro la possibilità di indossare una casacca è degradante. Non bisogna avere vergogna nell’indossare una maglia.

Credi questo processo debba avere tempi entro i quali compiersi?
La città ha bisogno di interlocutori. La città ha bisogno di riferimenti. La città è prettamente di centrodestra e non vuole miscele perché non le capirebbe. Agli occhi dei miei elettori, per esempio, apparirei in un modo che mi allontanerebbe da loro. Non abbiamo bisogno di residui di maggioranza. Abbiamo tutte le potenzialità per potere esprimere una valida alternativa di bandiera. Su tutti i livelli la sinistra ha fallito, da Paternò a Roma. Non bisognerebbe andare oltre il prossimo settembre. Capire chi vuole creare questa alternativa. Una alternativa che vuole la gente e che metta ordine. Una alternativa che non dia passaggi a nessuno, questo mi piace sottolinearlo. Mi riferisco a chi è stato eletto col centrosinistra salvo poi lasciare la barca che affondava, cavalcando l’onda di opposizione. Se rappresenti un mondo devi rappresentarlo sempre, anche quando perdi o quando va male. Vero è anche che non dobbiamo fare scoutismo. Esiste una generazione nuova a cui va data un’opportunità. Non credo nella rottamazione a tutti i costi: io non farei mai a meno di mio padre. Giovani e meno giovani devono camminare di pari passo, sarà la gente a decidere.      

Primarie?
Se tra chi costituisce il progetto alternativo non dovesse trovarsi la quadra, io sono per le primarie. Quando una classe dirigente non riesce a fare sintesi, è meglio aprirsi alla gente ed accettare la strada che la gente ti indica. Oggi Paternò esprime già alcune personalità che a mio avviso hanno il diritto di essere ascoltate forse più di altre.

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