Milano, il gip non convalida fermo per Youssef Siher. Il premier Meloni: “Scelta vergognosa”

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Si riaccende lo scontro istituzionale attorno alle inchieste giudiziarie collegate ai recenti disordini di piazza a Milano. La gip del Tribunale milanese Tiziana Landoni ha disposto la immediata scarcerazione di Youssef Siher, decidendo di non convalidare il fermo ed accantonando la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai magistrati titolari del fascicolo d’indagine.

La misura restrittiva era stata eseguita nel corso della notte di sabato a carico del ricercatore italiano di origini marocchine, additato dalla Procura di dirigere la piattaforma Telegram denominata ‘Movimento 17 ottobre’, creata a margine delle devastazioni e delle azioni vandaliche che hanno investito il capoluogo lombardo. A carico dell’indagato venivano formulati i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità terroristica e di promovimento di violenze organizzate in occasione di manifestazioni pubbliche.

Nonostante l’organo requirente guidato dal procuratore Marcello Viola avesse ravvisato la concreta sussistenza del pericolo di reiterazione della condotta criminosa e del rischio di allontanamento dal territorio nazionale, il giudice per le indagini preliminari non ha ritenuto fondati i presupposti per la permanenza in cella. La decisione ha suscitato un’immediata reazione ai vertici dell’esecutivo, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha censurato duramente il provvedimento, definendo la pronuncia magistratuale un atto “vergognoso”.