Si chiude anche in secondo grado il processo di merito per il drammatico delitto di Senago, confermando la massima severità sanzionatoria prevista dall’ordinamento penale. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la condanna alla pena dell’ergastolo per Alessandro Impagnatiello, ritenuto responsabile del brutale omicidio della compagna Giulia Tramontano, al settimo mese di gravidanza, e dell’interruzione non consensuale di gravidanza del figlio che la donna portava in grembo.
La pronuncia dei giudici d’appello segna un punto nodale sotto il profilo giuridico: il collegio ha pienamente riconosciuto l’aggravante della premeditazione, attestando come l’ex barman avesse pianificato l’azione delittuosa e la somministrazione di sostanze velenose nei mesi precedenti al delitto. A carico dell’imputato, oltre alla reclusione a vita, la Corte ha disposto anche tre mesi di isolamento diurno.
La lettura del dispositivo nell’aula del Palazzo di Giustizia milanese è stata accolta da un applauso liberatorio e dall’emozione dei familiari di Giulia Tramontano, stScope che si sono stretti in un lungo abbraccio con il legale di parte civile, l’avvocato Nicodemo Gentile. La sentenza ribadisce la gravità inaudita della condotta e la piena sussistenza di tutte le aggravanti contestate dalla Procura generale.





