Raggiunta l’intesa politica nell’esecutivo al termine di un serrato confronto sulle coperture di cassa. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al primo schema della Legge di Bilancio per il 2027, una Manovra finanziaria che mobilita risorse complessive per 26 miliardi di euro — con una quota di circa cinque miliardi preventivata a carico del comparto bancario ed assicurativo — con il primario obiettivo di sostenere i redditi da lavoro, incentivare la natalità e contrastare la perdita di competitività del sistema produttivo.
A dispetto delle indiscrezioni della vigilanza che davano per accantonata la rimodulazione dell’imposta sui redditi personali, il provvedimento licenziato dal governo include l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino alla soglia dei 55mila euro, allargando la platea dei beneficiari al ceto medio. Sul fronte del lavoro autonomo, il testo dispone l’innalzamento del tetto del regime forfettario a 100mila euro per i titolari di partita Iva, mentre per le imprese si rafforza il meccanismo della maxi-deduzione sui nuovi contratti, con aliquote che raggiungono il 140% per l’ingaggio di lavoratori giovanili e toccano il 180% per l’assunzione di giovani madri.
Particolarmente articolato si presenta l’impianto di agevolazioni rivolto alle nuove generazioni e ai nuclei familiari. Per gli under 35 neoassunti è stato introdotto un regime sostitutivo agevolato al 5%, affiancato da un ampliamento della no tax area per i lavoratori under 25 con l’intento di arginare la fuga delle professionalità all’estero. Sul piano del welfare e del sostegno alla genitorialità, la Manovra introduce un fondo di dote previdenziale da 100 euro per ciascun neonato, il potenziamento dei congedi parentali e l’allargamento del beneficio della decontribuzione per le madri lavoratrici anche in presenza di due figli a carico.







