Attimi di forte tensione durante la notte nella base aerea di Ta’if, situata in territorio saudita e sede del contingente nazionale impiegato nell’ambito della missione internazionale Inherent Resolve. La struttura militare è stata bersaglio di un fitto attacco condotto da forze ostili, il cui svolgimento è stato monitorato in tempo reale dal ministro della Difesa Guido Crosetto in costante raccordo con il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Le prime verifiche condotte sui luoghi dell’impatto hanno fortunatamente escluso il coinvolgimento di uomini o donne in divisa, confermando l’assenza di feriti tra il personale italiano, sebbene un velivolo da caccia F-2000 della nostra Aeronautica Militare sia stato direttamente colpito mentre si trovava all’interno di un’area decentrata dello scalo.
Dinanzi all’evolversi della situazione di crisi, il vertice del dicastero ha immediatamente disposto approfondimenti strategici sollecitando relazioni dettagliate ai vertici delle forze armate, tra cui il generale Giovanni Maria Iannucci alla guida del Covi e il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Antonio Conserva. L’obiettivo primario della richiesta riguarda l’elaborazione di una rinnovata valutazione sul quadro di sicurezza generale nell’area del Medio Oriente, con l’analisi delle possibili opzioni operative sul campo e la verifica sul rispetto delle procedure di protezione passiva. I comandi militari hanno rassicurato il ministro confermando come tutte le disposizioni a tutela e salvaguardia del personale fossero già state attivate e operative da diverse settimane.
La gestione dell’emergenza è proseguita a ritmo serrato presso le sedi istituzionali di Roma attraverso vertici operativi e riunioni straordinarie convocate d’urgenza al Palazzo del Baracchini. Nel confermare l’attenzione prioritaria rivolta alla vicenda, il titolare della Difesa ha ribadito la ferma intenzione dell’esecutivo di proseguire nelle attività internazionali con la massima responsabilità e prontezza strategica. L’azione del Governo resta al momento focalizzata sul costante monitoraggio dell’area di operazioni per garantire la totale incolumità dei militari italiani impegnati nel teatro di crisi e prevenire ulteriori rischi derivanti dall’escalation nella regione.






