Sulla questione “bollette pazze” della fornitura idrica a Paternò tutti dicono e scrivono la loro. L’amministrazione comunale non si espone troppo (tra qualche settimana si apre la campagna elettorale), e manda in trincea il presidente di AMA, la società controllata dal Comune di Paternó che gestisce il servizio di fornitura di acqua ai cittadini. Ebbene, il presidente Giuseppe Rapisarda ha tenuto a fare sapere che i paternesi pagano “il giusto”, dimenticandosi che solo fino a qualche mese fa – in compagnia del suo riferimento politico diretto (il sindaco Mauro Mangano), ebbe a dire che “I paternesi pagheranno bollette più basse”. Fate voi.
Ed intanto, allo scoppiare di una vera e propria emergenza come quella odierna – che riguarda un bene assolutamente primario com’è l’acqua, fatta pagare ai cittadini molto più di prima – seguono le prime reazioni politiche. Latitanti i consiglieri che sostengono l’amministrazione, probabilmente fin troppo imbarazzati da una questione senza dubbio insostenibile. Diremmo senza vergogna alcuni consiglieri comunali di opposizione che, individuati costi spropositati nel bilancio di AMA (uniformi degli addetti per oltre 10mila euro, ed altro ancora), si sono limitati ad inopportuni comunicati stampa con fotografia degli interessati in allegato. Dimostrazione del fatto che per alcuni le priorità non sono le risoluzioni dei problemi nelle sedi opportune, ma esporsi sui media locali compiacenti, per poi magari ricavarne qualche consenso in più alle prossime elezioni. E chi se ne frega se intanto al paternese signor Mario Rossi di turno è arrivata una bolletta aumentata di oltre il 50% rispetto alla precedente. E per sedi opportune il riferimento è all’Autorità Giudiziaria: scovati elementi di inoppugnabile gravità, la denuncia sarebbe dovuta essere immediata. Chi ha operato nel giusto non avrà certo da temere. Ogni altro freno ad iniziative forti saremo costretti ad intenderlo come una specie di connivenza al sistema. Quest’ultima, senza dubbio un’opposizione populista.
E a proposito di azioni forti, degna di nota l’iniziativa spontanea del comitato costituitosi con il nome di “Acqua salata”, subito affiancata da un’azione puntuale dei consiglieri Rau, Mannino e Faranda, da tempo particolarmente attivi sulla questione. Un colpo di reni significativo che con tutta probabilità sfocerà in una vera e propria class action nei confronti di AMA e dell’Ente Comunale.








