L’introduzione del price cap sui carburanti commercializzati da Enilive ha scatenato una vera e propria corsa al rifornimento in diverse città italiane, con lunghe file di automobili registrate fin dalle prime ore del mattino presso le stazioni di servizio del marchio Eni. A Bologna si sono formate costanti colonne di vetture per cogliere l’opportunità dei prezzi bloccati, fissati dalla compagnia a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro al litro per il gasolio. La misura, pensata per calmierare i rincari alla pompa, si applica esclusivamente alle modalità di erogazione self service ed è legata alle agevolazioni fiscali sulle accise attualmente in vigore, con una validità iniziale di trenta giorni estendibile fino alla fine dell’anno.
Il quadro appare ancora più critico a Napoli, dove l’afflusso straordinario di automobilisti ha messo a dura prova la tenuta logistica degli impianti urbani. Particolarmente emblematico è stato il caso della stazione di rifornimento di via Cristoforo Colombo, nei pressi dell’incrocio con via Marina, dove nell’arco di appena tre ore e mezza sono stati erogati oltre duemila litri di carburante. Il ritmo frenetico delle erogazioni ha costretto il gestore a sospendere temporaneamente la vendita per esaurimento delle scorte, in attesa dell’arrivo delle autobotti di rifornimento.
L’iniziativa della società partecipata dallo Stato punta a offrire una soglia massima di salvaguardia per i consumatori in una fase di forte fluttuazione dei prezzi energetici, ma sta generando inevitabili ripercussioni sulla rete distributiva cittadina. L’elevata concentrazione di richiesta presso i punti vendita Eni ed Enilive rischia di creare congestioni locali e temporanei disservizi, mentre la misura viene monitorata con attenzione per valutarne un eventuale prolungamento fino al mese di dicembre.







