Direttiva Ue sul diritto alla riparazione, entro il 31 luglio il recepimento negli Stati membri

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Si avvicina la scadenza decisiva per l’allineamento delle normative nazionali alle nuove tutele europee contro l’obsolescenza programmata e lo smaltimento precoce dei prodotti. Entro il 31 luglio, tutti i Paesi dell’Unione Europea saranno tenuti a recepire nei rispettivi ordinamenti la direttiva 2024/1799, il provvedimento concepito dalle istituzioni comunitarie per garantire il pieno diritto alla riparazione dei beni di consumo tecnicamente ripristinabili.

La novità principale introdotta dal testo riguarda l’estensione della responsabilità dei fabbricanti: scatta infatti l’obbligo per i produttori di assicurare la riparazione dei beni, esteso anche al periodo successivo al termine della garanzia legale. A garanzia della massima trasparenza verso i cittadini, i tecnici e le imprese del settore dovranno fornire un modulo informativo europeo standardizzato prima di avviare le lavorazioni. Tale documento dovrà specificare nei dettagli i costi dell’intervento, le tempistiche di consegna, la tipologia dei lavori previsti e la messa a disposizione di eventuali articoli sostitutivi temporanei.

Il percorso delineato dalla direttiva prevede un ulteriore step entro il 31 luglio 2027, data entro la quale vedrà la luce una piattaforma online europea dedicata alla riparazione. Il portale unico consentirà ai consumatori di individuare agevolmente centri di assistenza autorizzati, rivenditori di articoli ricondizionati, acquirenti di dispositivi guasti destinati al recupero e laboratori di riparazione comunitaria e partecipativa.