Paternò. Occasione perduta per lo stadio comunale Falcone-Borsellino: l’assenza di visione paralizza il futuro

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Ci sono bocciature che arrivano dopo una lunga e accanita gara, e ci sono fallimenti che maturano prima ancora di aver allacciato le scarpe. Il caso dello stadio comunale “Falcone-Borsellino”, rimasto fuori dai fondi del bando nazionale Sport e Periferie, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una vicenda che lascia l’amaro in bocca non tanto per il verdetto in sé, quanto per le modalità con cui si è consumata. Nessun cavillo burocratico, nessuna graduatoria spietata a sbarrare la strada. La realtà, assai più amara, parla di una corsa a cui la città non ha mai fatto ufficialmente accesso: mancava la base fondamentale, ovvero un progetto tecnico anche solo embrionale da presentare agli enti erogatori.

Senza uno studio preliminare o un’idea strutturata su carta, accedere alle risorse pubbliche diventa un’impresa impossibile. Il caso del principale impianto sportivo cittadino si trasforma così nello specchio di una gestione amministrativa che sembra muoversi a tentoni, priva di una strategia a lungo termine per il rilancio delle infrastrutture locali. Non si tratta di una semplice opportunità economica sfumata, ma della dimostrazione di come la mancanza di pianificazione finisca per penalizzare in modo diretto la comunità e i suoi spazi di aggregazione.

Il vuoto progettuale attorno al “Falcone-Borsellino” solleva interrogativi inevitabili sulla catena di responsabilità e sul ruolo di chi avrebbe dovuto monitorare le scadenze e guidare la macchina comunale. Quando la linea di confine tra ordinaria amministrazione e visione politica viene meno, a pagarne il prezzo sono le strutture sportive, i giovani e l’immagine stessa del territorio. Senza una sterzata decisa sul fronte della programmazione, il rischio è che il treno dei finanziamenti pubblici continui a passare, lasciando Paternò ferma ad attendere sulla banchina.