Femminicidio di Samarate, ergastolo per Vincenzo Gerardi: uccise la moglie con 16 coltellate

Sharing is caring!

Si è chiuso con la condanna al carcere a vita il processo di primo grado per l’omicidio di Teresa Stabile, consumatosi la primavera dello scorso anno in provincia di Varese. La Corte d’Assise di Busto Arsizio, guidata dal presidente Giuseppe Fazio, ha espresso il proprio verdetto nei confronti di Vincenzo Gerardi, il cinquantottenne ritenuto responsabile di aver fermato e aggredito mortalmente l’ex coniuge all’interno del complesso condominiale di Samarate in cui entrambi risiedevano in abitazioni distinte.

La sentenza emessa dal collegio giudicante ha recepito senza riserve l’impianto accusatorio formulato dal pubblico ministero Ciro Caramore, confermando l’impianto sanzionatorio con la pena dell’ergastolo. I giudici hanno infatti ravvisato la presenza di circostanze aggravanti quali la premeditazione del gesto e la continuità degli atti persecutori messi in atto dall’uomo nei confronti della donna prima dell’aggressione mortale, portata a termine con sedici fendenti.

Accanto alla sanzione penale, il tribunale ha stabilito una misura risarcitoria di rilevante entità a tutela dei familiari della vittima. Ai genitori, ai due figli e alla sorella di Teresa Stabile è stata infatti assegnata una provvisionale immediatamente esecutiva dal valore complessivo di 480mila euro, a parziale ristoro del grave danno morale e affettivo patito a causa dell’efferato delitto.