Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un nuovo disegno di legge destinato a ridefinire i contorni della responsabilità penale dei giovanissimi. La misura cardine della riforma promossa dall’esecutivo presieduto da Giorgia Meloni riguarda il capovolgimento dei criteri di valutazione giudiziaria per la fascia d’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Se finora spettava al magistrato verificare volta per volta la matura consapevolezza dell’imputato al momento del fatto, il nuovo testo introduce una presunzione di capacità di intendere e di volere fino a prova contraria, trasferendo l’onere probatorio in capo alla difesa.
L’iniziativa legislativa, che dovrà ora affrontare l’iter di discussione e approvazione nei rami del Parlamento prima di entrare ufficialmente in vigore, punta a tracciare una linea di rigore inflessibile contro la devianza giovanile e i fenomeni di microcriminalità diffusa. La stessa Giorgia Meloni ha rimarcato il senso dell’intervento attraverso un messaggio video, evidenziando come l’accountability debba valere a prescindere dall’età anagrafica e ricordando i recenti provvedimenti adottati in materia, tra cui l’arresto in flagranza per il possesso di armi, il giro di vite sul porto di coltelli e l’inasprimento delle sanzioni per i danneggiamenti commessi in gruppo.
Nel tracciare il quadro teorico della riforma, la presidente del Consiglio ha sottolineato l’esigenza di affiancare alla severità delle risposte sanzionatorie un’adeguata presenza delle istituzioni per il recupero dei soggetti a rischio. Secondo Giorgia Meloni, infatti, la fermezza della legge rappresenta un requisito imprescindibile per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza sociale, poiché la vera libertà non può prescindere dall’assunzione delle proprie responsabilità individuali di fronte alla collettività e allo Stato.







