Il Nicaragua abbandona in maniera definitiva la forma elettorale e scivola verso un regime monocratico senza più scadenze alle urne. L’annuncio che cancella qualsiasi prospettiva di alternanza democratica nel Paese centroamericano è arrivato per bocca dello stesso presidente de facto Daniel Ortega, intervenuto a Managua davanti a una piazza gremita di sostenitori in occasione delle celebrazioni per il quarantasettesimo anniversario della Rivoluzione sandinista. La formale abolizione delle consultazioni popolari sigilla il totale controllo istituzionale ed esecutivo esercitato dall’ottantenne ex guerrigliero e da sua moglie Rosario Murillo, azzerando qualunque spazio di agibilità politica per le opposizioni al termine del mandato in corso.
Nella sua prima apparizione pubblica giunta dopo un’assenza durata circa due mesi, il leader ha motivato la stretta con l’esigenza prioritaria di proteggere la nazione da presunte ingerenze esterne e tentativi di destabilizzazione. Ortega ha scandito con fermezza che non si terranno mai più elezioni al solo scopo di impedire agli avversari di prendere la guida del governo, proclamando la fine definitiva dell’epoca in cui le formazioni sostenute dagli Stati Uniti e dai nostalgici del somozismo potevano nutrire ambizioni di governo. Nel corso del suo appassionato intervento, il capo dello Stato ha puntato l’indice contro i movimenti contrari al regime, accusandoli di tramare nell’ombra per conquistare il potere per conto di Washington sfruttando appuntamenti elettorali dati finora per scontati.
L’iniziativa del presidente sandinista pone così una pietra tombale sulla competizione politica e sulla libertà di voto, vanificando i tentativi dei gruppi dissidenti di riorganizzarsi per le prossime tornate. Trasformando l’architettura istituzionale in un sistema blindato e privo di garanzie democratiche, il vertice di Managua assicura alla dirigenza uscente una permanenza illimitata al potere, al riparo da qualsiasi giudizio popolare e da ogni forma di controllo democratico sul proprio operato.








