Tensioni Roma-Washington, nuovo affondo di Trump. Schlein: “Insulti inaccettabili a Meloni”

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Resta altissima la tensione diplomatica sull’asse tra Roma e Washington dopo l’ennesimo e durissimo affondo sferrato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Di fronte alle nuove dichiarazioni incendiarie della Casa Bianca, Palazzo Chigi ha scelto per il momento la linea del silenzio, evitando di rilasciare repliche o note ufficiali nel tentativo di non alimentare ulteriormente lo scontro. Sulla vicenda è intervenuta con decisione la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, parlando dal palco dell’evento Live In Milano di Sky TG24.

La leader del Nazareno ha stigmatizzato l’atteggiamento del capo di Stato americano, richiamando l’esecutivo alla dignità nazionale: «Ricorderete che la prima volta che è accaduto, quando Meloni ha espresso solidarietà al Papa, sono stata la prima a dire che questi attacchi sono inaccettabili», ha ricordato Schlein. La segretaria dem ha poi voluto rimarcare un principio di compattezza istituzionale di fronte alle ingerenze estere: «Saremo anche avversari politici ma siamo tutti italiani e non possiamo accettare insulti da capi di governo stranieri».

Al netto della solidarietà, Schlein ha però spostato l’indice sulla postura geopolitica assunta dalla Presidenza del Consiglio, ravvisando un errore strategico alle origini della crisi. Il nodo centrale, secondo l’esponente dell’opposizione, risiede proprio nelle modalità con cui la destra ha impostato i rapporti con l’alleato d’oltreoceano. Da quando si è insediata la nuova amministrazione Trump, il governo italiano avrebbe mantenuto un “atteggiamento molto schiacciato” verso il leader statunitense, una debolezza diplomatica che oggi mostra il fianco alle critiche. Il vero limite strutturale dell’esecutivo Meloni, ha concluso Schlein, non è tanto la relazione complessa con il Tycoon, quanto il fatto che «questo governo non è riuscito fino in fondo a scegliere l’Europa», preferendo un isolamento sovranista che rischia di indebolire l’Italia sui tavoli internazionali.