Inizia ad attenuarsi in modo significativo l’ondata di calore che ha cinto d’assedio l’intera penisola nelle ultime settimane. Il bollettino quotidiano sulle ondate di calore fotografa una netta inversione di tendenza: le città contrassegnate dal livello massimo di rischio (il bollino rosso) scendono oggi a 21, per poi crollare bruscamente a sole 2 nella giornata di domani. Questo progressivo cedimento dell’anticiclone africano sta spalancando la strada a correnti d’aria più fresca e instabile che stanno provocando un marcato calo termico, accompagnato però da fenomeni atmosferici di forte intensità.
Il prezzo di questo break estivo è rappresentato da una diffusa ondata di maltempo che ha spinto la Protezione Civile a diramare numerosi avvisi di condizioni meteorologiche avverse. Per la giornata odierna è stata dichiarata l’allerta arancione su gran parte della Lombardia a causa del rischio di forti temporali e grandinate. La criticità scende a livello giallo in altre 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto). Gli effetti del contrasto termico si sono già manifestati con violenza nel Mezzogiorno: la città di Taranto è stata investita da un violento downburst, una forte raffica di vento discendente legata a una cella temporalesca che ha causato danni a strutture e alberature.
Parallelamente all’evoluzione meteorologica, si accende lo scontro istituzionale sul fronte sanitario. Il Ministero della Salute italiano ha preso ufficialmente le distanze dalle recenti stime diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) relative al numero di decessi attribuibili alle ondate di calore sul territorio nazionale. I tecnici del dicastero romano hanno espresso forti perplessità sui criteri di calcolo utilizzati dall’agenzia delle Nazioni Unite, giudicati sovrastimati rispetto ai riscontri epidemiologici interni, e hanno preannunciato per la giornata odierna l’avvio di una “rivalutazione” scientifica dei dati per fare piena luce sull’effettivo impatto della mortalità legata alle temperature estreme in Italia.








