A più di cinquant’anni dalla sua introduzione, gli Stati Uniti si preparano a mandare in soffitta lo storico divieto che impedisce ai voli civili supersonici di sorvolare la terraferma. L’Amministrazione Federale dell’Aviazione (FAA) ha infatti avviato formalmente l’iter normativo per superare il blocco in vigore dal 1973, introducendo una nuova disciplina fondata esclusivamente sui limiti di impatto acustico anziché sul mero superamento della velocità del suono. In base a questo cambio di paradigma, i futuri aerei di linea e jet privati potranno viaggiare a velocità superiori a Mach 1 sui cieli americani, a patto che i costruttori dimostrino il rispetto dei severi standard di rumorosità fissati dall’agenzia.
La svolta regolatoria rappresenta l’attuazione pratica dell’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump nel giugno 2025, un provvedimento strategico concepito per adeguare il quadro legislativo nazionale ai massicci progressi tecnologici compiuti dall’industria aerospaziale negli ultimi decenni. La tabella di marcia della FAA è serrata: l’obiettivo dei tecnici di Washington è completare l’intero processo di riforma entro la metà del 2027, aprendo ufficialmente la strada a una nuova era del trasporto aereo commerciale ad altissima velocità.
La decisione di superare lo storico bando del 1973 mette le ali ai piani industriali di diverse aziende statunitensi che da anni investono miliardi di dollari nella progettazione di aeromobili capaci di mitigare il cosiddetto “boom sonico”. Tra i player più accreditati del settore spicca Boom Supersonic, che ha già incassato consistenti preordini da colossi dei cieli come United Airlines, American Airlines e Japan Airlines per il suo futuro aereo di linea. Sul fronte dell’aviazione privata e d’affari si muove invece Spike Aerospace, focalizzata sullo sviluppo di jet executive a basse emissioni acustiche, pronti a rivoluzionare i tempi degli spostamenti globali per la clientela d’affari.






