Fininvest vola nel 2025: utili a 429 milioni e super dividendo da 150 milioni per i Berlusconi

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I conti della cassaforte della famiglia Berlusconi archiviano un anno di crescita straordinaria, trainati dal consolidamento delle storiche attività e dalle manovre di espansione sullo scacchiere televisivo continentale. L’assemblea degli azionisti di Fininvest ha approvato il bilancio consolidato relativo all’esercizio 2025, il primo che integra pienamente i risultati della rete tedesca ProsiebenSat.1 dopo la scalata operata dalla controllata MediaForEurope (ex Mediaset). Questa operazione di mercato ha permesso alla holding di far balzare i ricavi consolidati del 26,3%, superando la barriera dei 5.032 milioni di euro rispetto ai 3.985 milioni registrati l’anno precedente, mentre l’utile netto di pertinenza del gruppo è volato a quota 429,3 milioni di euro.

La solidità della capogruppo si riflette in modo diretto sulla remunerazione dei cinque figli del fondatore, a tre anni esatti dalla scomparsa di Silvio Berlusconi. Il bilancio civilistico della spa ha registrato un utile netto di 262 milioni di euro, un risultato che ha permesso di deliberare la distribuzione di un corposo dividendo da 150 milioni di euro in favore degli eredi, rispettando il vincolo statutario post-successione che prevede l’erogazione di almeno il 50% dei profitti netti. La cedola sarà spartita tra Marina e Pier Silvio Berlusconi, che mantengono il controllo con quote paritetiche del 26,5% ciascuno, e i fratelli Barbara, Eleonora e Luigi, titolari del restante 47% complessivo delle quote societarie.

L’integrazione del colosso televisivo tedesco porta con sé anche un inevitabile appesantimento della struttura finanziaria della holding di via Paleocapa. Se l’indebitamento della sola capogruppo è sceso a soli 36,2 milioni, a livello di gruppo la posizione finanziaria netta evidenzia un debito complessivo che lievita a 2.704 milioni di euro (sfiorando i 3.000 milioni se si considerano i criteri contabili IFRS 16) a causa degli investimenti miliardari stanziati per l’operazione in Germania. Nel commentare i dati, la presidente Marina Berlusconi ha voluto guardare oltre i confini nazionali, sottolineando che la nascita di grandi gruppi industriali ed editoriali europei rappresenta l’unica strada percorribile per permettere alle aziende del continente di competere ad armi pari contro le multinazionali americane e asiatiche.